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Di seguito le  ultime attività organizzate dalla nostra associazione e altre notizie:



LA SOLIDARIETÀ FA GOL - Torneo al campo sportivo di San Martino Buon Albergo

I militari della caserma Duca, sabato 12 giugno, sono scesi in campo per disputare una partita di pallone con il Verona ’85 di mister Bagnoli a favore della nostra associazione.
L’evento si lega a un vero e proprio torneo che da due anni aiuta l’associazione a garantire borse di studio e macchinari al Centro Trasfusionale e al Centro Trapianto dell'Ospedale di Verona. Nel campo sportivo Rizzi di San Martino Buon Albergo è stato ancora una volta «La solidarietà fa gol» che ha visto gareggiare rappresentative del reggimento del 85 Rav, del Radio taxi, dell’Ac Virtus e dell’associazione «Amici del Salento» e Verona ’85. A seguire dagli spalti il nuovo comandante Pierpaolo Giacomin Tiveron accompagnato dal vicesindaco di San Martino Buon Albergo, l’assessore allo sport Podotti. Il pubblico ha partecipato con allegria agli incontri che hanno visto in finale la squadra dei tassisti contro i mitici calciatori dello scudetto.
C’erano Gigi Sacchetti, Fanna, e altri del grande calcio degli anni dello scudetto. Ma ancora di più a far sì che l’atmosfera portata dall’evento fosse proprio di gioia e voglia di vivere e quindi aiutare chi è in difficoltà, è stata la presenza di miss Italia 2007, Silvia Battisti.
Il torneo è stato vinto dalla squadra di Bagnoli, rendendo omaggio all’anno in corso dove si ricorda lo scudetto, e facendo riassaporare a tanti la magia di quell’anno.

Un grazie di cuore ad Anna Chiara e Michele che nel giorno del loro matrimonio hanno voluto aiutare e publicizzare la nostra Associazione!!! A loro auguriamo buona vita insieme

Musica e teatro per aiutare l’Admor  Proposta de "L'idea del Mamo"

Il gruppo «L'idea del Mamo» in collaborazione con l'Admor e, grazie al progetto Anziani Protagonisti nel Quartiere, ha proposto, per il secondo anno consecutivo, a Montorio, due fine settimana di musica, teatro e motori. Venerdì 11 giugno nel cortile della scuola primaria «Cesare Betteloni», il Gruppo «Montorio l'è belo» ha proposto «Femo silenzio che se pròa», un insieme di canti, poesie, racconti e filastrocche del passato.

Sabato 12 giugno cinque giovani band hanno dato vita ad un Festival rock dove si sono ascoltati vari generi musicali come il rock, il pop, la musica irlandese, e altro. La settimana successiva, sabato 19, due sono stati gli appuntamenti: nella Sala polifunzionale Giovanni Paolo II, in piazza delle Penne Nere, c'è stata una mostra di modellismo storico, mentre in serata la Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona ha proposto un mix di assoluta qualità e spettacolarità spaziando dal jazz allo swing, dal latin-jazz al jazz-rock ed altro. Domenica 20, infine, oltre alla mostra di modellismo storico , erano esposte le auto storiche HCC e Model Verona ha eseguito prove in pista di auto radiocomandate.
Durante tutta la manifestazione abbiamo invitato i giovani presenti ad unirsi ad Admor diventando donatori di midollo osseo. Grazie al gruppo “L'idea del Mamo” che ci ha dato ancora una volta questa grande opportunità!!!

Calendario 2010 "Una foto per la Vita" !

Il calendario di Montorio fatto dai lettori di Montorioveronese

Sabato 6 febbraio 2010 nella casa di Silvia Benedetti Rama, mamma del compianto amico Mauro, si è tenuto l’incontro tra i rappresentanti della redazione di www.montorioveronese.it e il nostro presidente, sig. Renato Toeschi, accompagnato da Grazziella e Tiziana Bazzoni.

La collaborazione con l’ADMOR è iniziata alla fine del 2008, dopo la prematura scomparsa di Mauro Rama. Da allora sono state organizzate a Montorio varie iniziative per raccogliere fondi per la nostra associazione che sta lottando tra mille difficoltà per cercare di combattere le malattie del midollo osseo e di diffonderne notizie.

Nel corso dell’incontro, al quale erano presenti anche le sorelle di Mauro, Ivana e Claudia, è stata consegnata la copia del bollettino postale attestante il versamento di euro 750,00 a favore dell’Admor, ovvero il ricavato della vendita dei calendari “2010 Montorio in un clik”. Toeschi ha pronunciato un discorso di ringraziamento e di elogio per quanto sta facendo la redazione di Montorio e la sua attivissima comunità.

Un grande risultato che onora Montorio e testimonia la grande solidarietà di cui sono capaci i suoi abitanti. s.b.

Testimonianza di vita di Valeria Favorito

Carissimi amici,

Mi chiamo Valeria, ho 21 anni, e sono iscritta all’associazione ADMOR da circa 1 anno e mezzo.

La mia esperienza iniziò nel Novembre 1999, (avevo solo 11 anni), avvertii che qualcosa nella mia vita stava cambiando.

Continuavo ad avere nausea e vomito ed ero sempre stanca. Strano per una bambina robustella e di buon appetito come me.

Cominciarono le prime frequentazioni con i medici: “E’ solo una gastrite nervosa”, disse ai genitori il medico di famiglia. Capricci da bambina si pensava.

Intanto, io non mangiavo più, e sul mio corpicino cominciavano a comparire macchie violacee. Tornai dai medici e questa volta la diagnosi fu atroce: leucemia mieloide acuta.

La mia vita subì una strana mutazione in quel periodo. Tutto quello che facevo non aveva più senso. Sentivo la vita correr via dal mio corpo e dalla mia testa. Ma non avevo paura di morire. La mia fede in Dio mi rassicurava. La presenza dei miei genitori e della mia cara nonnina mi tenevano per mano in quelle lunghe notti all’ospedale quando tutto diventa buio e la tristezza cammina per i corridoi per cercare le sue prede. Cercavo nella mia memoria momenti gioiosi per sconfiggere la solitudine…le vacanze al mare, i viaggi con la mia famiglia, i balli con la mia sorellina…tutto per cercare di farmi forza.

Cominciò così l’iter della “tipizzazione” tra i componenti della mia famiglia, ovvero gli esami che servono per stabilire se il midollo prelevato dal donatore possa essere compatibile dal punto di vista immunologico, e poi trapiantato alla persona ammalata. Un paziente su quattro riesce a trovare un donatore compatibile all’interno del proprio nucleo familiare. Il trapianto di midollo osseo diventa così più facile. Purtroppo non fu il mio caso. L’unica speranza di vita che avevo era trovare un donatore extrafamiliare.

La mia attesa durò 6 mesi, era maggio del 2000. Avevo già subìto ben 15 cicli di chemioterapia e nel mese di Maggio ci venne comunicato che avevano trovato un donatore di midollo osseo compatibile con il mio. Insieme al medico si fissò la data del trapianto: domenica 21 Maggio. Tra angosce e speranze, arrivò il 21 Maggio. Il trapianto riesce perfettamente.

Due cose, credo mi hanno salvato. La prima. La fede e l’affetto dei miei familiari e di chi mi conosceva, che non mi hanno fatto mai mancare una parola di conforto. La seconda e più importante. Il gesto amoroso di un donatore.

Io voglio ringraziare tutte le persone che decidono di fare questo gesto d’amore vero, donando sia il loro sangue, sia il loro midollo osseo.

Prima e dopo il trapianto, ho avuto bisogno di moltissime trasfusioni di sangue. Se nessuno le avesse donate, forse non sarei qui. Chi dona il sangue, regala la vita. Chi ha paura di donare il sangue e il midollo osseo, faccia un giro nei reparti di malati di leucemia.

Ci sono moltissimi bambini malati di leucemia, più di quanto uno possa immaginare, aspettano un donatore compatibile, potresti essere tu, perché togliergli la possibilità di vivere. Informati… il più bel gesto che una persona possa fare…l’indifferenza uccide!!!

Chi ha paura , immagini la morte di quei bambini. “Chi dona può farlo quando vuole, può rimandare di giorno in giorno. Chi aspetta una donazione, non può aspettare, perché il giorno dopo può esser troppo tardi”.

So che non sono la prima e non sarò l’ultima ad aver fatto questa esperienza di dolore.

Ma ugualmente mi sento di parlarne e parlarne perché è l’unico modo per far conoscere le cose come stanno perché spesso ho trovato persone che avevano paura delle donazioni solo perché non conoscevano niente sull’argomento. Manca l’informazione, quella stessa informazione che potrebbe salvare vite umane.   V.F.

Admor alla Fiera di San Valentino a Bussolengo

Quest'anno siamo stati presenti alla fiera di San Valentino, a Bussolengo, con un gazebo in Piazza Nuova dal 13 al 15 febbraio 2010. Abbiamo anche partecipato alle serate di spettacolo al Palatenda, per sensibilizzare giovani e adulti sull’importanza della donazione del midollo osseo. Questo il programma:

San Valentino, il patrono degli innamorati, non può non avere un’anima sociale. È per questo, ha detto l’assessore Marco Soave, che la fiera ha avuto «una forte impronta dedicata a chi soffre».  s.b.

Testimonianza di Michela

Ho conosciuto L. tra i banchi di un’università di Padova, quasi per caso, tra un centinaio di persone. Non è stato amore a prima vista, troppo “fighetta” per i miei gusti, sempre perfetta nel vestire, magra, curata, l’opposto di me insomma. Scopro che anche lei è di Verona, ma poco mi importa, sta sempre con un’altra ragazza, C…lei proprio non la sopporto!!!

Un giorno ci si organizza per studiare insieme genetica, e da li inizia la vera e propria conoscenza con L., non è poi così male come pensavo, abbiamo poche cose in comune, ma queste bastano per farci sentire vicine, gli stessi valori, lo stesso spirito del volontariato. Iniziamo insieme il corso di Croce Verde (finalmente un po’ di tempo con lei ma senza C!!!!!!!!!) ed è così che una sera, dopo il corso, mi guarda negli occhi e mi dice: “Ho passato un anno in ospedale, ho avuto la leucemia, sto facendo le ultime visite di controllo, ma sembra stia guarendo completamente”. Io che non sapevo capire certe cose, la guardo e le rispondo quasi ridendo, come se avesse passato un raffreddore.

Passano pochi mesi, e vengo a sapere da lei che il ragazzo, con cui ha trascorso un anno in ospedale, Vincenzo, anche lui scampato alla leucemia, si riammala gravemente, e nel giro di un anno muore. Il mondo mi crolla addosso, forse più a me che a lei, L. è forte, anche questa malattia lo è, ma se la sconfiggi impari ad essere più forte di lei.

Per chi non lo sapesse, la leucemia è una malattia del sangue, il corpo di un malato di leucemia non riesce più a produrre globuli bianchi e piastrine, di conseguenza non sa più difendersi da altre infezioni, quello che per noi è un banale raffreddore, per un malato di leucemia può trasformarsi in una polmonite mortale. Nel caso delle piastrine invece, piccole lesioni possono causare emorragie letali. L. mi ha spiegato che un malato di leucemia non muore a causa della malattia in sé, ma a causa di qualsiasi altra patologia che si insinua in un corpo indebolito dalla malattia stessa e dalle chemioterapie.

Come poter aiutare un malato di leucemia? Col trapianto di midollo osseo. Il trapianto viene fatto con una trasfusione, nel malato, di cellule staminali del midollo osseo La donazione è semplicissima, vengono prelevate le cellule staminali del midollo osseo, del donatore, dalle ossa del bacino (sul fondo schiena per capirsi) in anestesia generale, e non è pericoloso perché nulla ha a che fare con il midollo spinale. L’intervento lascia solo un lieve dolore nella zona del prelievo. Ora sempre più spesso si fa la donazione di cellule staminali da sangue periferico, anch'essa è semplice: al donatore viene somministrato per alcuni giorni un farmaco: il fattore di crescita leucocitario che aumenta la produzione di cellule staminali nel sangue, dopo di che il sangue viene prelevato dal braccio del donatore, passa attraverso una macchina che raccoglie le cellule staminali e viene immesso nuovamente nel donatore senza alcuna anestesia. La donazione si fa una sola volta nella vita, e viene eseguita sempre in ospedale.

Per essere aspiranti donatori basta avere tra i 18 e i 35 anni, e presentarsi in un centro trasfusionale, dove si dona il sangue. Qui si dovranno compilare dei moduli e fare un semplice prelievo di sangue. I dati raccolti dalle analisi saranno inseriti in una banca donatori (Registro donatori midollo osseo). Se un giorno ci sarà qualcuno che avrà bisogno di trapianto, cercheranno in questa banca il donatore più compatibile che verrà contattato per la donazione.

Io sono iscritta a questa banca, e non vedo l’ora di essere chiamata. Ogni giorno in ospedale ci sono adulti, ragazzi e bambini che soffrono a causa di questa maledetta leucemia, e io vorrei essere compatibile per loro. Dopo il trapianto si potrebbe avere un po’ di mal di schiena, non lo nego, ma si ha soprattutto la consapevolezza che con tale gesto una persona ha ricominciato a vivere.

Qualcuno ha donato il suo midollo osseo a colei che oggi è la mia migliore amica, una persona stupenda che mi ha insegnato a vedere le cose sotto una luce diversa, a vivere la vita giorno per giorno, ad amare le persone per le emozioni che ti regalano, per i sorrisi, per le lacrime, per il tempo che mettono a disposizione per gli altri. Vorrei urlare al mondo che la amo per questo e vorrei urlare al donatore anonimo che le ha salvato la vita, che oltre la sua, ha salvato anche la mia.

Ti voglio bene L.

I medici dei centri trasfusionali degli Ospedale di Verona sono disponibili per dare qualsiasi informazione.

Esiste un'associazione come l’ADMOR – associazione donatori midollo osseo e ricerca – composta da volontari che si occupano di informare e sensibilizzare le persone che non conoscono tale malattia, e che non sanno che qualcuno potrebbe avere bisogno del loro midollo proprio oggi. Inoltre raccolgono fondi con la vendita delle colombe pasquali (o di donazioni) per pagare 5 borse di studio a medici e biologi ricercatori, che lavorano al centro trasfusionale dell’ospedale di Borgo Trento e al Centro Trapianto Midollo Osseo di Borgo Roma, e per acquistare attrezzature e macchinari costosi, per esempio per effettuare analisi di compatibilità.

La donazione al contrario non costa nulla, e a mio avviso ci rende persone migliori.  M.R.

La nostra Valeria ospite di «Festa italiana» e "Le amiche del Sabato" su RaiUno

«Per me Fabrizio è un fratello di sangue»!! Così ha iniziato il suo racconto  Valeria Favorito (membro del nostro Direttivo) quando è stata  ospite del programma di Rai Uno «Festa Italiana», il Fabrizio in questione è il noto presentatore televisivo Fabrizio Frizzi. Valeria, ventunenne originaria di Trapani ma residente a Verona da quando aveva otto anni, ha raccontato la sua vittoria contro la leucemia e ha parlato dell'attività della nostra associazione.

Dieci anni fa venne sottoposta al trapianto di midollo osseo per poi scoprire che l'allora anonimo donatore era proprio il presentatore Rai. Valeria ha spiegato che a undici anni le fu diagnosticata una leucemia mieloide acuta. Dopo essere stata sottoposta a cicli di chemioterapia, i medici si resero conto che le cure sarebbero state insufficienti e decisero di  tentare il trapianto di midollo osseo. Poiché  nessuno dei suoi familiari era compatibile, fu cercato un donatore volontario dal Registro Nazionale Donatori di Midollo Osseo e finalmente domenica 21 maggio del 2000 Valeria venne trapiantata. Come da prassi il donatore era anonimo.

Dopo qualche giorno accadde una cosa inaspettata: il papà di Valeria sentì in TV Romina Power annunciare, durante la trasmissione televisiva «Per tutta la vita» che presentava assieme a Frizzi, «Fabrizio oggi non c'è perché domenica scorsa ha fatto una cosa molto bella, una cosa importante per qualcuno». Valeria ha raccontato: «Capimmo che il donatore era lui. Provai più volte a contattarlo tramite delle lettere che il centro trapianti di Genova ci consentiva di scambiarci, in forma assolutamente anonima».

Nel 2006 Frizzi venne a Verona per la Partita del Cuore e Valeria, determinata a conoscerlo, riuscì a raggiungere il campo da gioco dove, dopo non poche peripezie, arrivò a presentarsi e Fabrizio preso dall'emozione l'abbracciò forte. Valeria spiega: «A tutti gli effetti si può dire che avendo lo stesso midollo abbiamo lo stesso sangue. Io lo chiamo il mio "fratellone". Da quella volta siamo rimasti in contatto e poi ci siamo incontrati nuovamente grazie alla trasmissione "I sogni son desideri". Sono contenta di avere finalmente raccontato la mia storia ma soprattutto  di poter spiegare l'importanza dell'associazione che rappresento, l’ADMOR. Il grosso problema che riscontriamo è la mancanza di informazione. Molti pensano che donare il midollo osseo sia una cosa molto complessa o dolorosa, non è assolutamente così. E' per questo che andiamo nelle scuole e in mezzo ai ragazzi a spiegare quanto sia importante donare midollo osseo: donare vita!!

Grazie Valeria per il lavoro che svolgi con noi, la tua costante testimonianza ci permette di convincere molti giovani alla donazione!!  s.b.

22 Seminaristi e 2 Diaconi si  tipizzano a Verona

Giovedì 22 ottobre 2009 al Centro Trasfusionale dell'Ospedale di Borgo Trento a Verona c'è stato un gran lavoro per il Dott. Aprili, la Dott.ssa Gandini e tutti i loro collaboratori: 22 seminaristi e 2 diaconi si sono sottoposti al prelievo del sangue per entrare a far parte del Registro italiano donatori di midollo osseo. L'occasione eccezionale è stata preceduta da una conferenza stampa all'interno dell'Azienda Ospedaliera alla quale erano presenti: l'Avv. Ernesto Mancini Direttore Amministrativo dell'Azienda, il Dott. Giuseppe Aprili Direttore U.O. Trasfusionale e Immunoematologia, Mons. Gian Luigi Cottarelli Rettore del Seminario di Verona e il nostro Presidente Renato Toeschi.

Mons. Cottarelli ha ricordato che la strada sacerdotale intrapresa da questi giovani è di per sé un dono verso gli altri che si rafforza con questo gesto, gesto che offre nuove possibilità di vita a chi lotta contro la malattia. “Speriamo che il mettersi a disposizione di questi ragazzi – ha detto il nostro Presidente – sia un esempio che possa far proseliti tra tanti altri giovani”.

Il Dott. Aprili si è detto soddisfatto di tanto “lavoro” poiché, a 20 anni dalla nascita del Registro Nazionale Donatori, è assolutamente necessario rimpinguare il numero degli iscritti, Verona conta, ad oggi, quasi 15.000 volontari sui 65.000 del Registro Regionale Veneto-Trentino Alto Adige.

Da queste pagine vogliamo ancora ringraziare i Seminaristi di Verona e dire loro andate e moltiplicatevi, diffondendo il nostro messaggio nelle vostre parrocchie, nelle vostre comunità tra i giovani.  s.b.

Ecco che cosa ci hanno portato le Colombe nel 2009!!

L’Associazione, anche quest’anno finanzia n° 5 Borse di Studio per Medici e Biologi ricercatori (n° 2 presso il Servizio di Immunoematologia e  Trasfusione dell’Ospedale Civile Maggiore – Direttore Dott. Giuseppe APRILI - e n° 3 presso il Centro Trapianto di Midollo Osseo “G. Perona” dell’Ospedale Policlinico – Direttore Prof. Giovanni PIZZOLO  e Responsabile Dott. Fabio Benedetti ) per un totale di 75.000 euro.

Continua il finanziamento degli Accreditamenti d’Eccellenza, Certificazione ISO 9001, dei seguenti servizi: Dipartimento Internazionale Medicina Trasfusionale – Banca dei Tessuti, Banca delle Cellule  Staminali e del Centro Trapianto di Midollo Osseo “ G. Perona “.

In ordine alla collaborazione con la Divisione di  Ematologia e il Centro Trapianto di Midollo Osseo “ G. Perona “ dell’Ospedale Policlinico e il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona, continua l’acquisto di attrezzature medico-scientifiche, di supporti logistici e arredi, ultima nostra donazione: il sistema di Fotodocumentazione GEL DOC XR Sistem PC per il Servizio di Immunoematologia Trasfusionale.

Tutto questo grazie alla Campagna Colombe “ CON UNA COLOMBA DONI LA VITA” e ad altre donazioni di generosi nostri sostenitori: ANCHE NEL 2009 LE COLOMBE HANNO VOLATO IN ALTO GRAZIE A TUTTI DI CUORE.  s.b.

I Sonhora sono con noi!!

Luca e Diego, del gruppo I Sonhora,  hanno dato la loro disponibilità a fare un manifesto che pubblicizzi la nostra associazione. Come sanno arrivare con le loro voci ai cuori dei giovani arriveranno anche con la loro testimonianza!! Grazie ancora a Luca e Diego e al produttore Roberto Tini che credono nel nostro operato. s.b.
 di Verona, che con la loro sensibilità hanno permesso l’incontro e hanno dato la loro  disponibilità a ripetere l’esperienza con i futuri nuovi allievi della scuola. G.B.

  

Al Day Hospital arrivano due carrozzine!!!!

Alcuni mesi fa, al Day Hospital del Centro trapianto di Midollo Osseo del Policlinico di Borgo Roma a Verona, è sparita l'unica carrozzina che avevano in dotazione per il trasporto dei malati, si può immaginare quanto sia stato grande il disagio dei pazienti che, quotidianamente, ne hanno bisogno.

Grazie alla generosa offerta della Famiglia Bissolo, che con questo gesto ha voluto ricordare il loro caro Simone da poco scomparso, abbiamo potuto acquistare e consegnare al D.H. due nuove moderne carrozzine ed anche incrementare il nostro progetto “Borse di Studio”. Grazie alla famiglia Bissolo a nome di tutti gli ammalati!!! s.b.

“Ha ragione Vincenzo” ha cominciato a donare!

Martedì 27 ottobre 2009 presso la Divisione di Ematologia e il Centro Trapianto di Midollo Osseo di Verona è stato consegnato ufficialmente il materiale informatico acquistato grazie ai proventi derivanti dalla vendita del libro “Ha ragione Vincenzo” di Graziella Bazzoni. Si tratta di n. 2 computer completi di monitor destinati ai laboratori dell’Ematologia scaligera e n. 2 monitor a schermo piatto destinati alla postazione degli infermieri all’interno del Centro Trapianto di Midollo Osseo intitolato a Giuseppe Perona. Un pari importo è stato messo a disposizione dell’Ematologia del San Raffaele di Milano.

“Si è spenta una vita si è accesa una speranza”Si può sintetizzare così la storia raccontata nel libro “Ha ragione Vincenzo”, pubblicato nel febbraio 2009 dai genitori di Vincenzo, un ragazzo veronese di venti anni strappato alla vita da una malattia ematologica grave. “Leucemia mieloide acuta” recitava il laconico referto diagnostico. Si ometteva il significato pratico, del convivere quotidiano con il peso di questa diagnosi.  Forse taciuto perché il futuro, per un ragazzo ventenne, ha bisogno di speranze, meglio ancora di certezze ma esse appartengono al senno di poi, al passato, e qualche volta neppure a quello. Secondo l’autrice, non raccontare la storia di Vincenzo sarebbe stato colpevole verso i nuovi malati, perché non dirlo a tutti cos’è e come possiamo difenderci dalla leucemia? Perché non dirlo ad alta voce che la ricerca, la solidarietà, la disponibilità a donare le cellule staminali da midollo osseo e sangue periferico possono salvare il “Vincenzo” di turno? Parlarne sempre e forte apre la strada alla ricerca. È un libro che accompagna il lettore nelle stanze, altrimenti proibite, dell’Ematologia e dei Centri trapianti di midollo osseo da cui possono trapelare solo poche e difficili parole, stanze che trattengono il doloroso vissuto quotidiano di chi n’è ospite suo malgrado.

Il libro si trova nelle librerie di Verona e provincia oppure si può richiedere alla nostra sede ADMOR telefonando allo 045 8309585 o inviando una mail a: info@admor.org

Tutti i proventi andranno in beneficenza per finalità legate alla ricerca e alla cura delle malattie ematologiche. G.B.