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Di seguito le  ultime attività organizzate dalla nostra associazione e altre notizie:



Anche quest’anno è giunto a conclusione!!!!

Fine anno tempo di verifiche e bilanci per la nostra Associazione. Desidero ringraziare il Sindaco di Verona Flavio Tosi e tutta l’Amministrazione Comunale, le Associazioni dei Donatori di Sangue AVIS FIDAS e ASFA, i Gruppi Alpini, l’AIDO e l’ABEO, la stampa e le TV locali e tutti i privati cittadini che con il loro appoggio aiuto e soprattutto contributo ci hanno dato la possibilità di realizzare i nostri importanti progetti. In fine permettetemi di ringraziare il nostro Consiglio direttivo, accompagnato da tutti i soci collaboratori, perché senza di loro non avremmo mai potuto ottenere i risultati che ci eravamo posti.

Come sapete oltre alla continua e necessaria presenza per diffondere il messaggio solidale, ci siamo impegnati consistentemente nell’aiuto: alla Divisione di Ematologia, al Centro Trapianto Midollo Osseo, al Servizio di Immunoematologia e Trasfusione e alla Banca del Cordone Ombelicale funzionanti presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, abbiamo fatto alcune somme e, negli ultimi 6 anni, il nostro aiuto finanziario e stato di ben circa 531.000 euro.

Ecco alcune cifre in dettaglio:

Anno 2006

Borse di studio (per i quattro reparti)                         euro               52.000

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale               euro                 5.045

Divisione Ematologia                                                 euro               28.487

Anno 2007

Borse di studio (per i quattro reparti)                        euro               60.500

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale              euro                 2.400

Centro Trapianto Midollo Osseo                              euro                 2.700

Banca del Cordone Ombelicale                                euro                 1.440

Anno 2008

Borse di studio (per i quattro reparti)                        euro                 7.178

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale              euro                 2.900

Centro Trapianto Midollo Osseo                              euro               66.042

Anno 2009

Borse di studio (per i quattro reparti)                        euro            101.250

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale              euro               16.866

Centro Trapianto Midollo Osseo                             euro                     624

Anno 2010

Borse di studio (per i quattro reparti)                        euro            105.000

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale              euro               11.910

Anno 2011

Borse di studio (per i quattro reparti)                        euro               45.000

Servizio Immunoematologia e Trasfusionale              euro               16.380

Centro Trapianto Midollo Osseo                             euro                 5.000

Con queste belle notizie e con questo importante bilancio, frutto del Vostro aiuto, auguro a tutti un dolce e sereno Natale e un felice Anno Nuovo.

Il Presidente di Admor Renato Toeschi


Incontro informativo sul dono  del cordone ombelicale
In data 24 gennaio 2012 presso la sede del Centro Bernstein in Lungadige Attiraglio n° 54 - Verona
alle ore 20.00
La dott.ssa Aurora Vassanelli

Responsabile della Banca del Sangue del Cordone Ombelicale AOUI Verona parlerà del

Dono del cordone


Invitiamo le future mamme ad intervenire all'incontro
: DONARE IL CORDONE OMBELICALE PUO' SALVARE UNA VITA!!!!

Progetto "Vita alla vita - Con la scuola per il dono"

Nell’intento di propagandare la donazione solidale del cordone ombelicale, l’ADMOR Verona e l’ADOCES Veneto hanno promosso la campagna di sensibilizzazione “Vita alla Vita – Con la scuola per il dono", rivolta alla cittadinanza , con l’autorevole sostegno del Sindaco Flavio Tosi e dell’Assessore all’istruzione Alberto Benetti.

Tale iniziativa, organizzata dall’assessorato all’istruzione del Comune di Verona, vede impegnati direttamente i Dott. Giuseppe Aprili, direttore della Banca del Sangue del Cordone ombelicale e Aurora Vassanelli, responsabile della suddetta Banca, medici del servizio di immunoematologia e trasfusione dell’Azienda Ospedaliera – Universitaria integrata di Verona e si rivolge ai genitori degli alunni delle scuole materne e degli asili nido in quanto soggetti particolarmente idonei, sia per età che per situazione familiare, a recepire questo messaggio di solidarietà.

L’intervento dei medici tende a evidenziare l’importanza della donazione solidale del cordone ombelicale, chiarendo la quasi totale inutilità del suo stoccaggio in banche private, in quanto tale operazione non è corredata da esami clinici adeguati e si è rivelata pressoché in tutti i paesi europei un “business” a tutti gli effetti. Esso si propone quindi anche di mettere in guardia contro speculazioni e, in genere, contro la deriva mercantile di un dono così prezioso.

La parte “costruttiva” dell’intervento mette in luce le tantissime possibilità di impiego del sangue del cordone ombelicale per finalità terapeutiche e l’importanza per la ricerca di poter lavorare su cellule staminali giovani e non ancora differenziate al fine prioritario di garantire la salvezza a un sempre maggior numero di vite umane.


Ecco il calendario degli incontri:

17 gennaio 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Dall'Oca Bianca Piazza Dall'Oca Bianca n. 1
31 gennaio 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Primo Maggio Via Teodolinda n. 1
7 febbraio 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Bentegodi Via Bertoni n.8
28 febbraio 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Bacchiglione Via Bacchiglione n. 10
6 marzo 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Colombare Via Castel S.Felice n. 6
20 marzo 2012 ore 17,00 presso Scuola dell'infanzia Monte Tesoro Via Gallizioli n. 2


Giornale L'Arena di mercoledì 09 novembre 2011 SPETTACOLI, pagina 50

«Regina Strega» per sostenere l´Admor

di Giuseppe Corrà

La compagnia I Dialettanti presenterà domani 10 novembre alle 21 al Camploy Regina-Strega: done catìe. Una favola? Troppo poco per questa nuova opera teatrale di Silveria Gonzato Passarelli che andrà in scena a scopo benefico a favore dell´Admor (Associazione donatori midollo osseo e ricerca). 10 euro il costo del biglietto. I protagonisti della vicenda sono impegnati in due strani processi in cui figurano come imputati due personaggi negativi della favolistica tradizionale: la regina cattiva di Biancaneve e la strega di Hansel e Gretel.

Processi fuori di ogni canone, anche se sono presenti i giudici, gli avvocati e gli imputati. La procedura si basa, infatti, sul «pressappoco» come se a stabilirla fossero dei bambini impegnati nel loro gioco preferito «facciamo finta che...». Così tutto si trasforma in favola e tutto diventa realtà. Ma uno spettatore attento non potrà non cogliere i continui rimandi al presente, perché ogni riferimento è semplicemente pensato e voluto.

Come ogni opera di Silveria Gonzato anche questa è pervasa di comicità e immediatezza. Qualità che si rafforzano attraverso l´uso del dialetto veronese che scivola, ogni tanto, in aperture goliardiche. Ma al di sopra di tutto, permane il sorriso bonario e ironico dell'autrice che «ridendo castigat mores», cioè ridendo sferza i nostri modi di fare, i nostri comportamenti.


Il 15 Ottobre 2011 ADMOR ha organizzato il CONVEGNO

La donazione del Sangue del Cordone Ombelicale: quali opportunità?

a Bussolengo, presso la Biblioteca Comunale “Luigi Motta”


Nell'ambito del progetto Bando Solidarietà 2011 del CSV di Verona, L'Associazione Donatori Midollo Osseo e Ricerca (ADMOR) di Verona in collaborazione con la Banca Cordone di Verona e con il contributo del CSV di Verona, ha organizzato il Convegno “La donazione del Sangue del Cordone Ombelicale: quali opportunità” 

Il progetto è finalizzato ad affrontare le tematiche inerenti alla donazione volontaria del Sangue del Cordone Ombelicale e la raccolta del Sangue cordonale ad uso autologo, analizzando nel dettaglio le ragioni dell’una e dell’altra opportunità: in particolare metterà in luce i diversi percorsi e le diverse motivazioni che vi stanno alla base Tale evento offrirà gli strumenti scientifici, normativi ed operativi, relativi alle caratteristiche delle madri donatrici, ai criteri di inclusione ed esclusione alla donazione, alla raccolta del sangue da cordone ombelicale, con particolare attenzione ai criteri ostetrici e neonatologici di esclusione per la raccolta stessa.

Il corso era rivolto alla figura professionale del Medico, in particolare Ginecologo, Pediatra, Medico Trasfusionista, che prestano servizio presso Strutture Ospedaliere dove è presente l’attività di donazione volontaria del Sangue Cordonale, o presso strutture Ospedaliere in cui la donazione volontaria non è ancora effettuata, o ancora che operano sul territorio, e alla figura professionale dell’Ostetrica, direttamente coinvolta nella donazione del sangue cordonale Il corso era rivolto ad operatori delle Strutture Ospedaliere e territoriali, che hanno le occasioni, l’opportunità o il compito di svolgere il counseling per la donazione volontaria del sangue cordonale o la raccolta del sangue cordonale ad uso autologo.

I medici partecipanti al Convegno saranno coloro che avranno il compito di diffondere la cultura della donazione, presso le future madri, su tutto il territorio provinciale, anche attraverso la consegna del materiale informativo prodotto da ADMOR e finanziato dal CSV.

A Verona è funzionante la Banca del sangue da Cordone Ombelicale, la raccolta del sangue cordonale è già attiva nei reparti di ostetricia dell'Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, dell'Ospedale Policlinico di Borgo Roma e dell'Ospedale di Legnago, durante il Convegno sarà inaugurata l'attivazione della raccolta presso l'Ospedale di Bussolengo e prevediamo di poter annunciare l'attivazione, a breve, presso l'Ospedale di San Bonifacio.

Obbiettivi importantissimi perché daranno la possibilità alle future madri, di quasi tutto il territorio della provincia di Verona, di aderire alla donazione del sangue cordonale dei loro figli. Lo sforzo della nostra Associazione perché ciò avvenga è piuttosto impegnativo in quanto, già da un anno, provvediamo ad una borsa di studio per un'ostetrica che opera presso la Banca del Cordone Ombelicale.

La donazione di midollo osseo o delle cellule staminali emopoietiche è molto importante perché può contribuire a salvare persone che soffrono per alcune malattie del sangue tra cui gravi forme di leucemia

Informazioni  Segreteria ADMOR Verona

 


Testimonianza di un donatore di Verona

Vorrei innanzitutto ringraziare le persone che mi hanno dato questa possibilità chiedendomi di dire qualche parola sulla mia esperienza.

Il 28 febbraio 2011 sono stato sottoposto ad un espianto volontario di midollo osseo, parole da medici per indicare una donazione Per farvi capire meglio, il midollo osseo, o sangue midollare, che non deve essere confuso con il midollo spinale, è un tessuto da cui hanno origine tutte le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine Non sempre le strategie terapeutiche consentono di ottenere la guarigione dalle diverse forme di tumori del sangue.

Molto spesso quindi per un ammalato, l'ultima possibilità di salvezza è il trapianto di midollo osseo. Ad oggi, il 30 - 40% degli ammalati non trova un donatore compatibile. Secondo le statistiche solamente il 25%, uno su quattro fratelli per il quale sia indicato il trapianto di midollo osseo, può trovare all'interno della propria famiglia il donatore compatibile. (probabilità di compatibilità mediamente pari a 1 su 100.000 tra donatori non consanguinei).

Credo che a questo punto non sia tanto interessante parlare dell'aspetto pratico...i medici sono più competenti di me!

Vi dirò qualcosa su quello che si prova dopo, che é la cosa più importante, quella che vi puó far pensare di voler essere donatori! Ho visto in giro volantini e manifesti dell'associazione che riunisce i donatori; dove tra i motivi per i quali é bene donare il midollo, o comunque tra le cose che riceveremo in cambio, troviamo "la consapevolezza di aver salvato una vita" e, anche se sembra una banalità o qualcosa di ovvio, é proprio questa la cosa più importante.

Non é la giornata passata in ospedale, o il dolore dei giorni dopo dopo l'intervento che rimane impresso, ma la consapevolezza di aver salvato qualcuno Mi é stato chiesto spesso se lo stavo facendo per un parente, ed ho incontrato stupore tra la gente quando scopriva che lo stavo facendo per un anonimo che resterà tale...vi invito a riscoprire il vero significato della parola "donare". Io l'ho cercato sul dizionario: “Dare spontaneamente qualcosa a qualcuno senza compenso”. Tra i suoi sinonimi troviamo le parole offrire e regalare...sono orgoglioso e felice di aver donato una possibilità, di aver regalato una speranza a qualcuno, chiunque esso sia! La donazione anonima, silenziosa, è quella più bella!

A volte penso: " hai avuto la possibilità di farlo, potevi scegliere se farlo e l'hai fatto, e questo ti rende orgoglioso di te stesso come nessun'altra cosa, e non ti servono una targa o una medaglia sul petto per ricordartelo...la tua vita cambia perché da quel giorno in poi, hai una energia in più dentro di te, sempre accesa!

Vi invito quindi a mettervi in gioco, le emozioni che potrete provare se sarete fortunati a vivere questa esperienza vi ripagheranno di ogni sacrificio!

L'Arena Martedì 27 Settembre 2011 PRIMAPAGINA

Una liceale dona il suo midollo e salva un malato di leucemia

LA GENEROSITÀ DI UNA LICEALE. Complimenti ad Elisabetta: ieri non era in classe, al liceo Fracastoro, ma oggi nessun professore le chiederà giustificazioni. Perché ha salvato una vita. A una persona (non si sa se uomo o donna, l'unico particolare trapelato è che è residente in Italia) che non conoscerà mai, che grazie al suo midollo osseo potrà sconfiggere la leucemia. È un evento raro, la compatibilità: in genere un caso ogni 100.000 donatori. A Elisabetta è andata bene al primo tentativo e con orgoglio da oggi può fregiarsi del titolo simbolico di più giovane donatrice di Verona (nella foto il Centro Trapianto di midollo di Borgo Roma).

L'Arena Martedì 27 Settembre 2011 CRONACA, pagina 13

SOLIDARIETÀ. Una liceale del Fracastoro ha donato il midollo osseo a un malato di leucemia

Elisabetta salva una vita «Giovani, fate come me»

A giugno, con alcuni compagni di scuola, aveva fatto la tipizzazione La compatibilità esiste una volta su 100mila. «Un'esperienza unica»

Brava, Elisabetta. I complimenti te li meriti tutti.

Ieri non era in classe, una quinta del liceo Fracastoro, ma questa mattina nessun professore si sognerà di chiederle spiegazioni. Un'assenza più che giustificata, la sua: assente perchè ha salvato una vita. A una persona (non si sa se uomo o donna, l'unico particolare fatto trapelare è che è residente in Italia) che non conoscerà mai, che grazie al suo midollo osseo potrà sconfiggere la leucemia.
È un evento raro, la compatibilità: normalmente si registra un caso ogni 100.000 donatori. A Elisabetta è andata bene al primo tentativo e con orgoglio da oggi può fregiarsi del titolo simbolico di più giovane donatrice di Verona.

Le scuole stavano finendo quando Elisabetta, assieme a alcuni compagni di classe e di scuola, si era recata al Centro trasfusionale al policlinico.

«Pochi giorni prima avevo spiegato agli studenti cos'è la leucemia e come funziona il trapianto», illustra Loretta Pizzini, consigliera di Admor (Associazione donatori midollo osseo) che 14 anni fa ha sconfitto la malattia grazie a un trapianto, «sottolineando in particolare l'importanza di trovare giovani disposti a fare il prelievo per la tipizzazione, un semplice e indolore esame del sangue. Il secondo passo consiste nell'inserimento dei dati relativi a quel campione di sangue nel Registro italiano donatori di midollo osseo, la banca dati a disposizione degli ospedali - non solo italiani - per la ricerca dei donatori».

Dopo la tipizzazione, se viene riscontrata compatibilità con un paziente in lista d'attesa, il donatore viene richiamato per ulteriori esami.

«Elisabetta non ha avuto esitazioni», dice la signora Loretta, «e ha quindi acconsentito al prelievo del midollo osseo».

Domenica sera alle 23, accompagnata dai genitori, Elisabetta si è presentata in reparto; ieri mattina i medici hanno effettuato il prelievo del sangue midollare (midollo osseo) dalle ossa del bacino (creste iliache), in anestesia generale e spedito il preziosissimo materiale all'ospedale che ha in cura il paziente in lista d'attesa. E mentre in una sala operatoria di chissà quale città il midollo osseo di Elisabetta veniva trapiantato al malato, la liceale tornava tranquillamente a casa, carica come una molla. «È stata un'esperienza unica», ha commentato, «che rifarei in qualunque momento, perchè lo vivo come un atto di giustizia nei confronti di chi non ha la fortuna di essere in salute». Il pensiero di Elisabetta va oltre: «Voglio comunicare la mia immensa gioia a più ragazzi possibile, sperando che facciano anche loro questa bellissima esperienza».

«Per noi è fondamentale», osserva Loretta Pizzini, «trovare nuovi potenziali donatori, perchè la leucemia è purtroppo in continua crescita».

Per effettuare la tipizzazione occorre avere età compresa tra i 18 anni e i 37 anni, peso superiore a 50 kg. Importante essere sani o comunque non affetti da malattie croniche di qualche importanza ai principali organi o apparati.


ADMOR E ABEO “Insieme per una speranza di vita”

con il patrocinio del Comune di Verona e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona

Hanno organizzato il musical

"WEST SIDE STORY"

del Laboratorio Musical Estravagario Teatro

Regia di Alberto Bronzato

al Teatro Romano di Verona il 16 giugno 

L'evento aveva lo scopo di raccogliere fondi per il "Progetto di riqualificazione dei donatori di midollo osseo del Registro Donatori di Verona" al fine di velocizzare la ricerca della compatibilità per i trapianti di midollo.

Chi vuole sostenere il Progetto può effettuare un bonifico bancario intestato a:
ABEO progetto ADMOR - IBAN IT39R0518811705000000044510



DONAZIONI IN CATTEDRA. L'Admor: «Già 50 i ragazzi che si sono iscritti»

Dagli studenti un esempio di generosità

Chiara Bazzanella

Sei ragazzi del Don Bosco nuovi donatori di midollo osseo: «Più siamo, più chi è malato ha possibilità di sopravvivere»

Seduti nella sala d'attesa del reparto di medicina trasfusionale di Borgo Trento appaiono soddisfatti e sereni della scelta appena fatta, e in nessuno di loro vacilla il benché minimo dubbio.
Sono in tutto sei i giovani diciottenni della quinta superiore dell'Istituto Don Bosco che ieri mattina, aderendo all'invito dell'associazione donatori midollo osseo e ricerca di Verona (Admor), si sono recati nella struttura ospedaliera per entrare nelle fila dei potenziali donatori.
«I volontari dell'Admor sono venuti a trovarci nelle nostre classi», dice una delle ragazze che ha appena effettuato il prelievo per la tipizzazione del sangue, «e ci siamo resi conto che si può salvare la vita di una persona veramente con nulla». Le possibilità di essere compatibili tra donatore e malato sono molto poche, una su centomila.

«Per questo», dice convinta un'altra studentessa del Don Bosco, Irene Carrà, «più donatori siamo, più chi è malato moltiplica le possibilità di sopravvivere», nel pieno rispetto di chi invece non se la sente di entrare a far parte dei donatori, sapendo che un giorno, se dovesse essere selezionato perché idoneo, dovrà fare i conti con una responsabilità grande una vita umana.

I rischi per chi dona sono davvero pochi, e lo conferma la vice presidente dell'Admor, Serena Bottura che, proprio a causa della leucemia, ha perso due figlie.

«Il prelievo per chi dona può avvenire dalle ossa del bacino, con anestesia totale, o dal sangue periferico, come per la donazione del plasma. In questo caso vengono prima fatte delle iniezioni di fattore di crescita, un po' come per gli sportivi, ma solitamente il rischio si limita a qualche doloretto e un po' di influenza, nulla di più. In ogni caso chi dona lo può fare una sola volta nella vita».
Quella di ieri è stata solo una prima fase. «Con il prelievo del sangue i ragazzi si sono messi a disposizione del registro nazionale e internazionale per la donazione del midollo», spiega il presidente dell'associazione, Renato Toeschi. «Ora sanno che un domani non potranno rinunciare a donare il midollo a chi è malato di leucemia o di altri tumori del sangue, se non rischiando di portare alla morte quella stessa persona».

Una responsabilità forte, ma di cui sempre più giovani accettano di farsi carico. «La settimana prossima verranno in ospedale una quindicina di ragazzi del Fracastoro e quest'anno hanno aderito all'iniziativa già più di 50 studenti», precisa ancora Toeschi. Un ottimo risultato, in continua crescita, anche grazie al sempre maggior impegno in tema di informazione e sensibilizzazione portato avanti dai volontari dell'Admor.

«Nel 2010 abbiamo avuto quasi 500 nuovi iscritti tra i donatori, e quest'anno già 50 nelle sole scuole», dice soddisfatta Bottura. «Giovedì prossimo andremo a parlare agli studenti del Maffei e, con l'aumento del nostro numero di volontari, tra cui sei giovani leve nel direttivo, da un paio d'anni riusciamo a essere più costanti e incisivi nell'informazione all'interno delle scuole».
È proprio a questi giovani infatti che l'associazione affida la strategia del passaparola, fondamentale per arrivare a sempre più persone e aumentare le possibilità di salvare chi affetto da una malattia, la leucemia, in costante aumento e sempre più difficile da superare. Mercoledì prossimo a provarci sarà un donatore veronese che, a partire dalla mattina, all'ospedale di Borgo Roma si sottoporrà alle procedure per la donazione delle proprie cellule staminali nella precisa speranza di salvare una vita.


"CON UNA COLOMBA DONI LA VITA"

Carissimi Amici, come ogni anno abbiamo organizzato la "Campagna Colombe", cioè la distribuzione delle colombe (della Ditta Bauli) per raccogliere fondi.

Ecco i progetti che vorremmo realizzare a breve:

Il primo progetto consiste nell'acquisto, richiestoci dal Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, di un Lettore di micropiastre in assorbanza e filtri e di un lavatore di micropiastre per un costo di circa 14.000 euro

Queste apparecchiature andranno a supporto di quelle che già esistono, con lo scopo di velocizzare ulteriormente le tipizzazioni dei futuri donatori.

L'ottimizzazione del ritmo di lavoro si rende necessaria anche per la realizzazione del nostro secondo progetto che consiste nella riqualificazione di ben 600 potenziali donatori veronesi, già iscritti al registro nazionale ma con criteri ormai obsoleti, al fine di renderli, al pari degli altri, subito disponibili al controllo della compatibilità, senza dover attendere i tempi troppo lunghi di ulteriori analisi, che spesso sono fatali per l'ammalato in attesa di trapianto.

Per tale operazione, da eseguirsi diluita in tre anni (200 donatori per anno), è stata quantificata dal Responsabile del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione di Borgo Trento, una spesa di circa 10.000 € annui.

Ovviamente continuiamo il finanziamento di 6 borse di studio a medici e biologi che operano al Centro Trapianto Midollo Osseo, alla Banca del Cordone Ombelicale e al Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per un totale di 90.000 €.

Grazie a tutti i nostri amici che hanno contribuito perché sappiamo che tante gocce formano un mare!! 

Dal giornale “L'Arena” di Mercoledì 09 Marzo 2011

VOLONTARIATO. Studenti del Maffei e del Don Mazza hanno risposto con entusiasmo all'appello lanciato da Admor

Trapianto di midollo, l'esempio arriva dai ragazzi del liceo

di Elisa Innocenti

Diciotto giovani si sono sottoposti al prelievo del sangue: servirà alla «tipizzazione». È il primo passo per diventare donatori

Un prelievo di pochi minuti e la speranza di salvare una vita. Animati da questa convinzione 18 ragazzi dei licei «Scipione Maffei» e «Don Nicola Mazza» si sono recati ieri all'ospedale di Borgo Trento per donare il sangue ed essere così tipizzati ed iscritti al registro dei donatori di midollo osseo.

I giovani hanno risposto con entusiasmo all'appello lanciato dall'Admor Verona, l'Associazione donatori midollo osseo e ricerca, che ha tenuto diversi incontri nelle scuole, per far conoscere ai ragazzi l'importanza di questo gesto di solidarietà.
«Oggi nel mondo quasi il 40 per cento di malati di leucemia non ha un donatore compatibile», spiega Serena Bottura, vicepresidente dell'Admor, «in genere si tratta di un fratello, ma con le famiglie sempre più ridotte nel loro numero di componenti, spesso non si riesce a trovare un donatore. Per questo ci si rivolge al registro internazionale, nel quale sono tipizzati, ovvero classificati, i tipi di midollo dei vari donatori. Un gesto semplice, che può davvero salvare la vita a qualcuno».
I ragazzi si sono ieri sottoposti solo ad un prelievo del sangue, se poi in futuro un malato, in qualsiasi parte del mondo, dovesse risultare compatibile, verrebbero chiamati al prelievo di midollo e cellule staminali vero e proprio.

«Per questo è una decisione da prendere consapevolmente», afferma il dottor Giuseppe Aprili, direttore del dipartimento di immunoematologia e trasfusione, «si tratta comunque di una procedura medica, seppur assolutamente non pericolosa per i donatori, ma cosa più importante è un atto dei generosità fondamentale. La scienza medica non può prescindere dalle donazioni e che siano dei giovani ad aver raccolto l'appello è davvero motivo di speranza».

Il registro internazionale donatori conta 10 milioni di persone, di cui 350mila in Italia e 70 mila nel registro veronese, cui fa capo tutto il Veneto, il Trentino e l'Alto Adige. A Verona ha sede infatti il centro espianti regionale, che in circa vent'anni di attività ha effettuato quasi 600 trapianti, su pazienti provenienti da tutto il mondo. «Il più lontano è arrivato dal Sudafrica», conferma il dottor Aprili.

I ragazzi si sono offerti con grande partecipazione e, tolta un'iniziale diffidenza per gli aghi delle siringhe, si sono sottoposti al prelievo. «L'Admor ha tenuto un incontro a scuola», racconta Chiara Nobis, che frequenta l'ultimo anno di liceo classico al "Don Mazza", «ci hanno raccontato storie molto toccanti e mi sono sentita in dovere di fare qualcosa per i pazienti affetti da leucemia. A me non costa nulla e potrei salvare una vita. Se fossi io ad essere malata, mi piacerebbe che qualcuno lo facesse per me».

Nessuna paura per l'ipotetica futura donazione di midollo osseo. «Si fa in anestesia, non si prova eccessivo dolore. In verità, mi fa più paura il prelievo del sangue», conclude Chiara con un sorriso.

«La maggior parte delle persone non conosce il problema», spiega Renato Toeschi, presidente dell'Admor, «per questo siamo così impegnati nella sensibilizzazione. Il Veneto rappresenta certamente una realtà positiva, ma non si fa mai abbastanza. La donazione è un gesto di altruismo che per qualcuno può fare la differenza tra la vita e la morte».
L'Admor sarà in piazza Bra il 2 e 3 aprile con la tradizionale vendita delle colombe, i classici dolci pasquali. I fondi raccolti andranno a finanziare l'attività di volontariato. «Vogliamo far ritipizzare il nostro registro donatori, che deve essere aggiornato, per poter essere utilizzato a livello mondiale», conclude Toeschi, «il costo dell'operazione è molto alto, per questo chiediamo l'aiuto di tutti, facendo appello al senso civico e di solidarietà».

ESPERIENZA DI UNA STUDENTESSA
Mi chiamo Valeria, ho 18 anni e mi faccio portavoce di un gruppetto di ragazzi del Liceo Classico e Scientifico “Don Nicola Mazza” per raccontare la nostra esperienza. Tutto è cominciato la scorsa primavera con un incontro per i giovani della mia parrocchia, durante il quale ho ascoltato la testimonianza di Loretta, salvatasi dalla leucemia grazie a un trapianto di midollo osseo.
Le sue parole mi hanno spinta a prendere due decisioni: iscrivermi al Registro Donatori Midollo Osseo (e all’ ADMOR) e fare in modo che anche i miei compagni di scuola potessero vivere un’esperienza così preziosa. Abbiamo così organizzato una conferenza sull’argomento nel nostro istituto, al termine della quale una dozzina dei miei compagni ha deciso di condividere la mia scelta di entrare a far parte del registro dei potenziali donatori.  Abbiamo quindi organizzato per il giorno 8 Marzo una “tipizzazione di massa” presso l’ospedale di Borgo Trento.
Entrando nel reparto di immunoematologia ci siamo immersi in un’atmosfera di allegra confusione: da ogni parte ci arrivavano occhiate curiose dai donatori di sangue, sorrisi e congratulazioni da parte dei medici, mani da stringere di direttori e primari, moduli da compilare, il tutto tra gli scatti dei fotografi, le telecamere e i microfoni dei giornalisti chiamati dall’ADMOR per dare una piccola risonanza “mediatica” all’evento. Nella sala dei prelievi abbiamo poi sperimentato che l’unione non solo fa la forza ma aiuta anche ad affrontare con compattezza e ironia anche la naturale avversione per tutto ciò che riguarda aghi, sangue, cotone, disinfettante e lacci emostatici: nel momento della “prova” può infatti tornare utile avere vicino un amico con cui parlare di stupidaggini e a cui stritolare la mano. Pochi minuti ed il gioco è fatto. Ci siamo poi rifocillati con biscotti e brindisi a base di tè.
Ora siamo iscritti al registro. È un gesto semplice, che potrebbe però permettere, con solo qualche minimo disagio, di restituire speranza e vita a chi non ne ha più. Non si tratta di una scelta straordinaria: non siamo alieni, né eroi, né santi. Siamo ragazzi e, come tutti i ragazzi, abbiamo molte cose a cui pensare: la scuola (e la maturità che si avvicina…), la patente, gli amici. Stiamo attraversando l’età in cui si gusta tutta la pienezza e il colore della vita, le speranze e i sogni per il futuro. Un’ età in cui spesso non si ha tempo o voglia di ricordarsi di chi non vede che pareti di ospedale.
Noi siamo stati aiutati e guidati nell’ immaginazione da chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma della leucemia e abbiamo avuto un medico a nostra disposizione per rispondere  a tutti i nostri dubbi. Sarebbe bello che anche altri ragazzi conoscessero questa realtà e scegliessero anche loro di rendersi disponibili.
Vorrei che ciascuno dei nostri coetanei avesse la possibilità di chiedersi cosa farebbe se venisse a sapere che la vita di una persona  dipende da una decisione che nessun altro al mondo può prendere al posto suo.

CALENDARIO 2011: Grazie da ADMOR all’Associazione montorioveronese.it

Sabato 26 febbraio a casa di Silvia Benedetti Rama si è tenuto un piccolo simposio per ufficializzare la consegna, a titolo di donazione, di ben 1.200 euro a favore della nostra Associazione.

La notevole cifra donata rappresenta il ricavo della distribuzione delle numerose copie del calendario 2011 intitolato “Montorio per tutte le stagioni” e ha dimostrato ancora una volta quanto Montorio ed i suoi abitanti siano sensibili ad iniziative di questo genere.

A casa di Silvia erano presenti Renato Toeschi, Giovanni Cacciatori e Tiziana Bazzoni, rispettivamente presidente, vicepresidente e tesoriere dell’ADMOR di Verona, Roberto Rubele, Gabriele Alloro e Franco Anderloni, in rappresentanza dell’associazione montorioveronese.it, oltre a Ivana e Claudia Rama, sorelle di Mauro Rama.

Nel corso dell’incontro il presidente Renato Toeschi ha illustrato quanto l’ADMOR è riuscita a fare durante il 2010, anno molto importante anche a livello d’immagine, coronato con l’acquisto e la consegna al reparto di ematologia dell’ospedale maggiore di Borgo Trento di un refrigeratore medicale per i campioni delle tipizzazioni (costato 2700 euro raccolti e donati da vari gruppi degli “Amici di Mauro”); la cerimonia di consegna è avvenuta qualche settimana fa alla presenza di giornalisti e di una troupe del TG di Telenuovo. Ma molto resta da fare, ha sottolineato Giovanni Cacciatori, anche se grazie all’ADMOR all’interno dell’ospedale maggiore possono essere ora tipizzate una quarantina di persone alla settimana, contro le sette di qualche anno fa.

Quest’anno, in particolare, l’ADMOR sta raccogliendo fondi per l’acquisto di un nuovo macchinario da laboratorio per la lavorazione dei campioni del valore di oltre 12.000 euro (cifra che l’Azienda Ospedaliera non ha in programma di stanziare), e sta inoltre pensando all’istituzione di una borsa di studio da assegnare ad un giovane medico che lavorerà con questa nuova macchina.
L’ADMOR si è infine complimentata con l'Associazione montorioveronese.it ringraziando ed elogiando la sensibilità del popolo montoriese.

P.S.: alcune copie del calendario sono state consegnate in tutte le scuole del paese sia per far conoscere l’ADMOR sia per sensibilizzare le giovani generazioni a conoscere e rispettare il territorio di Montorio.

Dal giornale “L'Arena” di Lunedì 21 Febbraio 2011

LA STORIA. Dopo l'intervento nell'ospedale di Borgo Roma, le cellule prelevate sono state trasferite in Germania

Donare una speranza di vita
Il sogno di Antonella è realtà

Mariella Gugole

Una giovane di Vestenanova da 15 anni iscritta all'Admor, ha potuto dare il suo midollo osseo a una donna affetta da leucemia

È volato in Germania, per ridare speranza a una vita che si stava spezzando, il midollo osseo di Antonella R., una giovane donna di Vestenanova che proprio il giorno di San Valentino, con un gesto d'amore esemplare, ha acconsentito senza esitare alla donazione. Un' aspirazione lunga 15 anni (da tanto è iscritta all'Admor oltre che all'Avis), quella di Antonella, che sentiva di poter donare un po' di se stessa a qualcuno, non importa a chi. E finalmente ora, a 36 anni, il suo sogno si è concretizzato, alimentando insieme un altro sogno, quello di una donna di 45 anni affetta da leucemia.
Così il 14 e il 15 febbraio Antonella ha trascorso dieci ore su un letto del policlinico di Borgo Roma per donare quella quantità di cellule staminali necessarie per salvare la vita alla donna d'oltralpe, la cui compatibilità era stata individuata nel mese di dicembre.

Subito si era messa in moto la straordinaria macchina clinica e burocratica, che non ha confini, prevista dalle normative vigenti per garantire la riuscita dell'intervento.

«I timori non sono mancati, soprattutto nei giorni che hanno preceduto l'evento, quando ho iniziato il trattamento farmacologico per via sotto cutanea», confessa la donatrice. «Ma non ho avuto alcuna esitazione, perché aspettavo da tempo questo momento ed è una gioia indescrivibile quella che provo ora. Le modalità assomigliano molto ad una donazione di plasma», rassicura Antonella, «ma in questo caso vengono raccolte cellule staminali emopoietiche periferiche, che si trovano nel sangue circolante anche grazie ai farmaci che, come dicevo, avevo assunto la settimana scorsa».
Un'esperienza straordinaria quella della donazione di midollo, di grande valore etico e motivo di orgoglio per le associazioni di donatori. E Antonella è la terza donatrice di midollo osseo di Vestenanova: prima di lei un'altra donna e un uomo. Ma è anche una dei 491 donatori dell'Avis comunale San Giovanni Ilarione-Vestenanova. Un gruppo che sta andando fortissimo, con adesioni che hanno registrato un incremento del dieci per cento nel corso del 2010, con ben 73 nuovi donatori, e un aumento delle donazioni pari all'8,8 per cento.

Grande soddisfazione dunque all'annuale assemblea dei soci, alla quale era presente Giulietto Perazzani, vicepresidente dell'Avis provinciale: nel corso dell'assemblea c'è stato l'accorato appello dei dirigenti ai donatori con meno di 35 anni a farsi tipizzare proprio per la donazione del midollo osseo, perché se c'è compatibilità, con questa scelta si può salvare la vita a chi è colpito da leucemia. «Abbiamo seminato bene, ma soprattutto su un terreno fertile, quale è il nostro territorio», ha dichiarato Luigi Pandolfo, presidente Avis. «Il crescente numero di donatori, e dunque di donazioni, se da un lato ci gratifica, dall'altro ci impone di continuare in questa costante attività di promozione. Non dobbiamo abbassare la guardia, perché il consumo di emoderivati cresce, soprattutto per la terapia di supporto agli ammalati di tumore e agli ammalati cronici».
Proprio in occasione dell'Anno europeo del volontariato che si celebra nel 2011, gli avisini dell'alta Val d'Alpone ripartono con una serata musicale, in programma il 12 marzo, dedicata a raccogliere fondi per Telethon, la fondazione che si occupa di ricerca e cura delle malattie genetiche. E poi un fitto programma di presenze nelle scuole, sulle piazze, alle manifestazioni, con iniziative di propaganda e di passaparola fra i giovani che rispondono in modo assolutamente lusinghiero a questa forma di solidarietà sociale, che è la missione dell'Avis



Il Consiglio Direttivo fa il bilancio di un anno di lavoro!!!

Cari soci, sostenitori e amici,

vogliamo fare un bilancio del lavoro che la nostra associazione a svolto nel 2010:

- a gennaio abbiamo iniziato il “Progetto Trasfusionale”, alcuni di noi volontari si sono recati settimanalmente presso i Centri Trasfusionali di Borgo Trento a Verona e di San Bonifacio, per sensibilizzare i donatori di sangue: abbiamo portato a casa parecchi donatori!!! Grazie ai donatori di sangue sempre sensibili alle tematiche della donazione!!

- sono continuate, come ogni anno, le conferenze informative presso le Scuole Superiori di Verona e Provincia, speriamo che molti ragazzi abbiano percepito l'importanza della donazione e che alla maggiore età diventino donatori. Speriamo inoltre che abbiano capito che non siamo soli ma siamo parte di un tutto e che donare può significare anche: domani poter ricevere!

- stiamo attualmente finanziando, grazie alla distribuzione delle Colombe Pasquali e alle donazioni dei nostri sostenitori, sei borse di studio per il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per il Centro Trapianto Midollo Osseo e per la Banca del cordone ombelicale di Verona;

- abbiamo iniziato il “Progetto di Revisione dei Donatori” iscritti all'associazione, al fine di trasferire i dati anagrafici aggiornati al Registro Nazionale Donatori per agevolare e sveltire le ricerche nel caso di richiesta da parte di un Centro Trapianti. Per un ammalato è importantissima la velocità nella ricerca del donatore compatibile. Per questo progetto, alcuni di voi, riceveranno una nostra telefonata a casa per avere i vostri esatti dati anagrafici, indirizzo e-mail compreso (ci stiamo organizzando per inviare il nostro notiziario per via telematica). Coloro che hanno cambiato indirizzo e/o numero di telefono o di posta elettronica, potranno agevolare il nostro lavoro chiamando direttamente la sede per aggiornare i dati. Grazie infinite per la collaborazione. s.b.


L'Arena di Venerdì 24 Dicembre 2010

VIGASIO. L'attivista dell'associazione Admor racconta la sua esperienza con la malattia e sensibilizza le persone che possono aiutare gli altri. Lisa è rinata, ha battuto la leucemia

di Fabio Tomelleri


«C'è ancora ignoranza sulla donazione del midollo osseo. Eppure tante vite possono essere salvate»

Capelli rosso-bruno, viso acqua e sapone. Lisa Peroni, 26 anni, igienista, specializzata in analisi di microbiologia sugli alimenti, non dà certo l'idea di aver convissuto, sette anni fa, con il cancro. La giovane donna, che da poco si è trasferita a Vigasio, ricorda, come se fosse stato ieri, quella terribile estate quando, a vent'anni, subito dopo aver sostenuto l'esame di maturità, i medici le diagnosticarono una leucemia promielocitica acuta. Dopo dolorosi cicli di chemioterapie, il suo corpo sconfisse la malattia, senza bisogno di ricorrere a un trapianto di midollo osseo, necessario quando il tumore è in fase avanzata. Da allora Lisa è impegnata nella sensibilizzazione delle persone, e nella ricerca di nuovi sostenitori. È consigliere provinciale dell'Admor, l'associazione dei donatori di midollo osseo e ricerca. Ha girato diverse scuole superiori, raccontando la sua storia. Ora, che lavora in un laboratorio a Verona, tempo per andare negli istituti non ne ha più molto, ma non si tira indietro quando deve incontrare le associazioni di volontariato di tutta la provincia.
«Avevo appena affrontato l'esame di maturità», racconta, «e avevo un'infezione a un dente. Prendevo antibiotici, ma non guarivo. Ero pallida, piena di emorragie e lividi: il mio corpo era rimasto senza difese. Dalle analisi emerse che l'80 per cento del sangue era malato».

La prova più dura, per la giovane, iniziò con il ricovero. «Familiari e amici mi sostenevano», sottolinea, «tuttavia qualche amico l'ho perso: perché aveva paura o, più semplicemente, non poteva vedermi in quelle condizioni». E aggiunge: «Quello che più mi sconvolgeva era osservare che, fuori dal reparto e dall'ospedale, il mondo andava avanti lo stesso. Nessuno sembrava accorgersi che lì dentro c'erano persone che morivano. Era una realtà a parte. È questo che incide negativamente sulle donazioni di midollo osseo e di sangue». La malattia, finalmente, si arrestò. «Come per tutti i tumori, nei primi cinque anni si può avere una ricaduta», spiega, «in seguito, le probabilità sono le stesse di qualunque altra persona. Sono trascorsi sette anni e non ho avuto nessun segno negativo». Il dovere di far conoscere i problemi legati a questa malattia, per Lisa Peroni, è scaturito dai rapporti di amicizia e di sostegno intrecciati con i pazienti del reparto ematologia. «Tre giorni dopo il mio ricovero», prosegue, «arrivò Vincenzo, un ragazzo che aveva due anni meno di me. Averlo conosciuto per me è stato importante. Trovò un donatore per il trapianto. Tre anni dopo l'operazione, tuttavia, ebbe una ricaduta e, dopo un anno, morì. Soffrii tantissimo. A me è andata bene, ma non vorrei che ci fossero più casi come quello di Vincenzo. Tra tutte le persone che erano ricoverate con me, nessuna è rimasta in vita. Se sono qui, è perché il mio compito è di informare e sensibilizzare gli altri».

Un'intervista a Lisa Peroni è comparsa sul settimanale «Donna moderna» del 15 dicembre scorso. «Avevo scritto alla testata», prosegue, «per rispondere allo psichiatra Raffaele Morelli, che in un articolo aveva giustificato il rifiuto di una signora a donare il midollo osseo per la sorella malata. Non può passare un messaggio del genere, poiché c'è ancora troppa ignoranza sulle donazioni di midollo osseo. Un esempio? Molti lo confondono con il midollo spinale». Dopo aver letto, sullo stesso settimanale, la storia di Giovanni di Vicenza, studente universitario malato di leucemia, Peroni non ha esitato un attimo e lo ha contattato via e-mail. «È un giovane laureando di filosofia», puntualizza, «ed è impegnato nella ricerca di un donatore per poter guarire». Quindi conclude: «Donare non è affatto pericoloso. Dopo un'analisi del sangue si viene inseriti in una banca dati mondiale. Si viene chiamati solo se c'è compatibilità con qualche paziente. Ci si può iscrivere dai 18 ai 37 anni. Tra consanguinei la compatibilità è in un caso ogni quattro, tra estranei è di uno a 100 mila. Da qualche anno, inoltre, si può scegliere di donare il sangue periferico, anziché il midollo. Anche Fabrizio Frizzi ha donato il midollo. Lo ha fatto per una ragazza di Verona che, con me, è consigliere Admor».



Da Avvenire del 23/12/2010, un articolo di Graziella Melina

È online la banca dati sulla donazione del sangue «salvato» dal cordone ombelicale

Il sangue cordonale raccolto fino al 30 giugno dalle 18 banche operative in 11 Regioni è in 30.512 campioni. Le unità di ostetricia che hanno permesso di raggiungere questi risultati sono 305. Dal 1990, data d’inizio attività della prima «banca del cordone », le donazioni solidaristiche sono state 110.576. Sono solo alcune delle informazioni nel nuovo sito dedicato alla donazione del sangue cordonale: www.adoces.it/donazione-sangue-cordone/. Messo a punto dalla Federazione italiana Adoces (Associazione donatori cellule staminali), grazie ai contributi di Gitmo (Gruppo italiano trapianti midollo osseo), Simti (Società italiana medicina trasfusionale e immunoematologia), Cns (Centro nazionale sangue) e Cnt (Centro nazionale trapianti), oltre ai dati aggiornati di donazioni e trapianti effettuati grazie alle donazioni, il sito fornisce informazioni pratiche per i genitori che ne vogliano sapere di più: dalle modalità di donazione all’elenco delle banche pubbliche dove si effettua la raccolta, alle possibilità terapeutiche delle cellule staminali.



Successo della nostra postazione a Job & Orienta 2010

Appuntamento dal 25 al 27 novembre 2010 alla Fiera di Verona con JOB&Orienta, la più importante mostra-convegno dedicata a orientamento, scuola, formazione e lavoro che si tiene alla Fiera di Verona. Admor ha partecipato, come ogni anno, assieme ad AVIS e FIDAS per sensibilizzare alla cultura della donazione. Molti sono stati gli studenti interessati che si sono rivolti alla nostra postazione per ricevere informazioni e chiarimenti riguardo la donazione.


A Verona Tavola rotonda:

DONAZIONI E TRAPIANTI DI CELLULE STAMINALI EMOPOIETICHE, OGGI

20 novembre 2010 

Centro Culturale G. Marani Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata

Aula Incontri Via C. De Lellis, 4 – Verona

Incontro tra il mondo medico scientifico e professionale, dell’informazione e del volontariato per affrontare da più punti la tematica delle donazioni e dei trapianti, per far emergere criticità e cercare soluzioni comuni.

Invecchiamento dei donatori di midollo osseo e informazioni carenti e fuorvianti per le future madri, potenziali donatrici del sangue del cordone ombelicale: questi gli scogli da superare oggi, ai donatori non familiari si ricorre in più del 50% dei trapianti. Sono emersi il 20 novembre durante la Tavola rotonda organizzata al centro culturale G. Marani di Verona da Federazione Italiana ADoCeS e Admor Verona.

Il sindaco di Verona Flavio Tosi: “La cultura del dono in Veneto e a Verona è da sempre fiore all’occhiello”.

Certamente può e deve crescere, ma in Veneto la cultura del dono è ben radicata, tanto che la regione risulta la seconda in Italia – dopo la Sardegna - per quanto riguarda la donazione di midollo osseo: nel 2009, infatti, in base ai dati forniti dal GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo) tra tutte si è aggiudicata la medaglia d'argento per il numero di nuovi iscritti (+506) e, in generale, per il buon numero di donatori potenziali, 49.422. Un dato positivo in un panorama che, tuttavia non è così promettente: a livello nazionale si è avuto un leggero aumento di donazioni (+ 1.214 nel 2009 – 329.737 donatori totali - rispetto al 2008 – 328.523 donatori totali), ma ci si trova oggi a fare i conti con l'invecchiamento dei donatori, che a 55 escono dal Registro Italiano Donatori Midollo Osseo – IBMDR, - al quale appartengono i donatori dell’80% delle sacche utilizzate per i trapianti - non supportati da un idoneo ricambio generazionale (l’età media è di 35 anni, nel 2014 si stima l’uscita dal registro di oltre 9 mila donatori). Non solo, come ha sottolineato il presidente della Federazione Ilaliana ADoCeS, Licinio Contu, durante la tavola rotonda organizzata assieme ad Admor Verona, un’altra difficoltà è la reperibilità dei donatori: circa il 15% degli iscritti al registro nazionale non risulta reperibile. Anche per la donazione di sangue cordonale il Veneto gioca un ruolo da titolare: nella regione vi sono ben tre banche del sangue cordonale (numero che nel resto d'Italia si raggiunge solo nel Lazio), a Verona (istituita nel 2010, ha raccolto nei primi dieci mesi circa 1200 richieste di donazione, che si sono concretizzate in 120 unità bancate, tenuto conto che una percentuale di madri al momento del parto può non risultare idonea alla donazione e che una percentuale di donazioni non può essere bancata perché non soddisfa i criteri di selezione stabiliti a livello nazionale), Padova e Treviso, e delle 30.512 unità di sangue cordonale idonee per il trapianto ematopoietico (al 30 giugno del 2010 – dati Centro Nazionale Sangue) unità conservate nelle 18 biobanche italiane ne proviene dal Veneto oltre il 10% (2.230, dati 2009 IBMDR).

Sono questi i dati che hanno costituito la base di partenza della tavola rotonda “Donazioni e trapianti di cellule staminali emopoietiche oggi”, patrocinata da Regione Veneto, GITMO – Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo - e SIMTI – Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia – e con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato di Verona e del Coordinamento “Volontarinsieme” di Treviso, e del MO.VI Movimento del Volontariato Italiano, che ha voluto mettere in relazione il concetto di donazione di cellule staminali (contenute sia nel midollo osseo che nel sangue cordonale) e informazione, avviando un confronto tra i maggiori esponenti a livello nazionale del mondo medico-scientifico, del mondo politico e del mondo della comunicazione.

Il buon posizionamento del Veneto sicuramente si può spiegare con il forte radicamento che il volontariato registra nel Nordest ma molto conta anche con il fatto che nella regione vi è stata un'azione informativa più forte rispetto ad altre zone d'Italia: per quanto riguarda la donazione del sangue cordonale, ad esempio, la campagna di informazione promossa da Federazione Italiana ADoCeS e divenuta a luglio 2009 nazionale (con presentazione a Palazzo Montecitorio - Roma), è partita in via sperimentale in Veneto a inizio 2009. Non solo, dai dati relativi alle richieste di counselling per conservare in banche private estere il proprio sangue cordonale per uso autologo (scelta che attualmente non è supportata né da dati di avvenuto utilizzo - nessuna di queste sacche, oggi si stima siano circa 45.000, è mai stata utilizzata per un trapianto – né da alcuna evidenza scientifica) risulta che nelle regioni in cui l'informazione sul tema è più massiccia meno future madri scelgono questa via.

La Federazione, inoltre, sta predisponendo un sito internet interamente dedicato alla donazione del sangue cordonale e il prossimo marzo il Comitato italo – francese nato lo scorso giugno e costituito da esperti ematologi dei due paesi europei e da rappresentanti del volontariato tra i quali la Federazione Italiana ADoCeS e il MO.VI, saranno ricevuti in audizione privata dalla Commissione Sanità del Parlamento Europeo per trattare i problemi relativi alla donazione e all'utilizzo del sangue cordonale in Europa.

Per quanto riguarda la donazione di midollo osseo, invece, le associazioni aderenti alla Federazione Italiana ADoCeS, stanno portando avanti attualmente numerosi progetti: in Sardegna, regione più virtuosa d'Italia per il rapporto numero di abitanti e numero di donatori (nel 2009 ha registrato 184 nuovi donatori, passando dai 20.882 del 2008 a 21.066), ADMO Sardegna ha siglato un accordo con le Forze Armate per promuovere la donazione nelle caserme e alla quale hanno aderito oltre un centinaio di giovani che si sono iscritti al Registro Sardo , in Basilicata, in Campania e in Piemonte si stanno organizzando incontri negli istituti scolastici e in Veneto si passa dal progetto di coinvolgimento dei farmacisti dell'Associazione Danilo Ruzza di Rovigo, ad ADMOR Treviso che sta sostenendo il finanziamento di un progetto di ricerca di durata biennale “Revisione critica del sistema HLA del reservoir di donatori adulti: concrete prospettive in ambito trapiantologico e che sta conducendo un’indagine sui settemila soci donatori iscritti dal 1990. Admor Verona sta attualmente finanziando sei borse di studio per il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per il Centro Trapianto midollo osseo e per la Banca del cordone di Verona, continua, come ogni anno, il Progetto Scuole per sensibilizzare gli studenti del 4° e 5° anno delle superiori, ha attivato il Progetto Donatori di Sangue per “reclutare” donatori presso i Centri Trasfusionali e ha iniziato il Progetto di revisione di tutti i dati anagrafici (e-mail comprese) dei Donatori veronesi iscritti all'associazione, al fine di trasferire i dati aggiornati al Registro Donatori.

Azioni tutte prioritarie, per vedere crescere i dati relativi ai trapianti nel 2009: 489 sono stati i donatori veneti compatibili e che hanno proceduto alla donazione, 11 sono stati i trapianti effettuati presso il Centro Trapianti di Padova da donazione solidale (midollo / sangue cordonale) e 18 quelli eseguiti presso il Centro Donatori di Verona da donazione di midollo osseo.

Licinio Contu, trait d’union tra il mondo del volontariato (in quanto presidente di Federazione nazionale ADoCeS) e il mondo medico – scientifico (è un genetista di fama internazionale) ha lanciato un appello forte a cittadini e istituzioni: “I cittadini si adoperino affinché le associazioni di volontariato possano lavorare meglio, e le istituzioni si diano da fare per far sì che i centri trapianto di riferimento si occupino maggiormente del reperimento di donatori, senza contare esclusivamente sull’azione del volontariato”.

A rappresentanza delle istituzioni a cui l’appello è rivolto, è intervenuta Luciana Pedoto, deputato del PD appartenente alla XII Commissione Affari Sociali. Il momento di confronto tra politica e mondo medico scientifico è stato particolarmente vivace: alla proposta di legge delineata da Pedoto, che prevede di consentire le conservazioni private anche in Italia sia in banche pubbliche (a pagamento) sia in banche private, accanto alle donazioni solidaristiche, ha risposto Fabio Gava, deputato PDL da sempre vicino alla Federazione, che ha sottolineato il nodo della questione. Gava ha invitato la comunità scientifica ad affermare con fermezza l’utilità o meno delle conservazioni private per il proprio figlio e Contu, supportato da Alberto Bosi, presidente del GITMO e Giuseppe Aprili (SIMTI) hanno ribadito la convinzione che solo la donazione solidaristica sia utile: “Non vi è nessuna ragione scientifica per cui si possa ritenere utile la conservazione autologa per uso preventivo”, ha dichiarato Contu, ed ha puntualizzato Bosi “Non sacrifichiamo la necessità attuale per un’utopia futura” e ancora Giuseppe Aprili: “Se il bambino si ammala, ha bisogno di cellule staminali di un altro bambino sano, non delle proprie”. Infatti delle circa 45.000 le unità di sangue cordonale raccolte a scopo privato in banche estere, mai una sacca è stata utilizzata per eseguire un trapianto.

Ciò che è emerso con preponderanza durante la tavola rotonda, infine, è l'importanza di avere più donazioni di cellule staminali emopoietiche (da donatore di midollo osseo o cellule staminali d sangue periferico e dal sangue del cordone ombelicale) per incrementare il numero esistente: ogni anno infatti sono più di 500 pazienti italiani che necessitano di una donazione compatibile per poter accedere al trapianto. E per raggiungere questo obiettivo primario è necessaria una maggiore efficacia dell'attività di informazione e di promozione da parte delle associazioni di volontariato, degli operatori sanitari e delle istituzioni, rivolgendosi soprattutto ad un target giovane, che possa portare un incremento significativo delle donazioni sia di midollo osseo sia di sangue cordonale, in modo più spiccato nelle regioni del Centro Sud, al fine di poter offrire ai malati una concreta possibilità di accesso al trapianto.

E' strategica inoltre una migliore organizzazione e un potenziamento sia dei registri regionali dei donatori di midollo osseo sia della rete delle biobanche del sangue cordonale e delle unità di ostetricia, sedi di raccolta del sangue cordonale.

E, accanto al mondo del volontariato, che chiede più attenzione a cittadini e istituzioni, anche il mondo professionale sanitario ha avanzato delle richieste precise: prioritario avere nuovi soggetti pronti e rapidamente disponibili per il trapianto e disporre di unità di sangue cordonale di alta qualità nelle banche di conservazione.


Tradizionale appuntamento a Teatro con ADMOR
L'Assessorato allo Sport e Tempo Libero e la nostra Associazione hanno organizzato l' 11 novvembre 2010 al Teatro Camploy di Verona lo spettacolo teatrale: “Staséra se pròa l'Amleto”. La commedia dialettale in versi di Silveria Gonzato Passarelli è stata messa in scena dalla Compagnia Amatoriale “I Dialettanti” con la partecipazione della Scuola di danza ARIES di Paola Marfori con le coreografie di Cinzia Agostini.
Con questo evento abbiamo voluto ricordare le sorelle Elena e Lucia Baccarini entrambe scomparse a causa della leucemia ( Lucia solo da due anni); lo ha fatto il papà interpretando Laerte nella commedia e le amiche di Lucia danzando per lei. Lucia era una ragazza di 25 anni piena di determinazione, coraggio e vitalità. Lo ha dimostrato nella vita affrontando nel 1997 la perdita della sorella Elena di 19 anni; nello studio laureandosi seppur ammalata; nella danza con tutta la sua passione; nel gruppo adolescenti della parrocchia con precisione ed intransigenza; nell’ADMOR impegnandosi a parlare ai giovani; al Day Hospital del reparto Trapianto di midollo osseo di B.go Roma spendendo un gesto, una parola, un sorriso per tutti e nella malattia combattendola con grande coraggio.
Ma soprattutto le abbiamo volute ricordare con il sorriso sulle labbra perché, come ripeteva sempre Lucia: “Un giorno senza sorriso è un giorno perso” s.b. 

Un grazie di cuore a Martina e Michele che nel giorno del loro matrimonio hanno voluto aiutare e publicizzare la nostra Associazione!!! A loro auguriamo buona vita insieme

Testimonianza di Loretta Pizzini

In occasione della campagna 2010 “CON UNA COLOMBA DONI LA VITA”, ho chiesto al mio parroco se avesse potuto appoggiare l'iniziativa anche quest'anno e, del resto come ogni anno, non ha esitato a dirmi di sì anzi, mi ha proposto di raccontare la mia esperienza di ammalata di leucemia durante l'omelia.
Non vi nascondo il mio imbarazzo che conservo molto forte anche adesso, soprattutto perché non ho mai voluto esternare quello che veramente ho provato nella malattia prima, durante e dopo il trapianto di midollo osseo, anche perche’ ho sempre ritenuto che non esistano le parole giuste per spiegare gli stati d’animo che mi hanno accompagnata in quei momenti.
Nel giugno del 1997, sono stata portata in ospedale praticamente priva di forze, con forti dolori alle gambe e alla schiena, grigia in volto e, dopo un veloce esame del sangue, non è stato difficile capire per i medici che si trattava di leucemia mieloide acuta, un tumore del midollo osseo. Il midollo osseo è il tessuto contenuto all’interno delle ossa di tutto il corpo, ma cosa più importante : E’ LA FABBRICA DEL SANGUE, della linfa vitale che alimenta ogni parte del nostro corpo.
Dire che in quel momento mi e’ crollato il mondo addosso, credo sia poco; in pochi secondi ho visto andare in fumo ogni progetto, ogni aspirazione. E’ come aver minato un grattacielo che prima svettava verso il cielo, costruito con fatica e ridotto ad un nonnulla........ad un cumulo di macerie.
Ma presto ti rendi conto, con l’aiuto di medici eccezionali, che se esiste anche una sola possibilità di vita, vale la pena di tentare ad iniziare le cure.
In questa fase è molto importante aver condotto una vita sana, senza eccessi. E’ piu’ semplice affrontare un solo problema, per giunta cosi’ grave, che non tanti assieme.
Cosi’ ho deciso di intraprendere il difficile cammino della cura che si e’ presentato totalmente in salita.... Spogliata di ogni confort, di ogni sicurezza, dell’aria naturale, del sole, della pioggia e di tutto cio’ che prima era normalità, ho indossato una pesante corazza per combattere la più grande battaglia della mia vita. “Se collaborerà con noi, avrà qualche possibilità di vita, diversamente..............” mi dissero i medici schiettamente.
Fui alloggiata in una stanza di ospedale dove, oltre alla mia sofferenza dovetti condividere anche quella delle mie compagne di “viaggio”; cure durissime e periodi anche di venti giorni (APLASIA) dopo ogni ciclo di chemio, nei quali le difese immunitarie erano ridotte a zero. Momenti terribili nei quali anche un banale raffreddore poteva essere mortale, un semplice batterio poteva scatenare l’irreparabile. La testa completamente ovattata indisposta alla televisione, ai giornali, alla semplice lettura di un libro. IL NIENTE .
Giorni interminabili ad attendere che qualche neutrofilo, sopravvissuto alle cure, si moltiplicasse nel midollo per riformare la colonia delle cellule preposte alla difesa immunitaria. Che gioia quando al mattino intorno alle undici gli esiti del sangue davano segno che il midollo stava ripartendo, gioia spesso soffocata e non goduta completamente per rispettare la tristezza di chi si vedeva la situazione completamente bloccata. Quante persone ho visto morire!......e per quante ho pregato !......... La preghiera era per tutti un momento molto privato, intimo. Si sfilavano da sotto il cuscino o dal cassetto del comodino piccoli libricini che accompagnavano le nostre preghiere, qualche rosario sgranato sotto  il lenzuolo, qualche viso solcato da lacrime, ma tutto con grande dignità quasi a non voler mostrare le nostre fragilità se non a colui che ci ha creati e al quale ci rendevamo conto di non poter nascondere nulla.
Nel trascorrere delle giornate si era chiamati ad una sorta di mutuo soccorso e spesso a farsi carico di sfoghi e disperazioni degli altri ammalati quasi non bastasse sopportare i propri. Ma i circa sei mesi di ospedale sono stati per me una VERA PALESTRA DI PAZIENZA, dove ho imparato ad aspettare, a sopportare, ad ascoltare, ad apprezzare, a pregare, a capire l’essenza delle cose e a dare a ciascuna l’importanza che merita.
Nei primi quattro mesi, i cicli di chemioterapia , hanno avuto apparente ragione sulla malattia ma purtroppo dovevo fare i conti con una forma molto aggressiva e con una probabilità di ricaduta molto elevata. Così mi prospettarono il trapianto di midollo osseo: bruciare il mio, povero di cellule, bastonato all’inverosimile ma...
IL MIO , per far posto ad uno sano che mi avrebbe dato un donatore.  MA CHI ? BELLA DOMANDA! Si è subito cercato fra le mie due sorelle e dopo giorni di attesa , che sembravano interminabili, entrò nella stanza la dottoressa che mi comunicò che una delle mie sorelle era COMPATIBILE anzi IDENTICA. Miracolo! Dato che le statistiche danno un fratello su sei compatibile. Iniziò così la preparazione al trapianto che non voglio raccontare ma che riassumerei così :ARRIVARE A MORIRE PER AVERE LA POSSIBILITA’ DI VIVERE . Ricordo il giorno del trapianto: al mattino si aprì la porta della mia camera e mia sorella, dal lettino che la portava all’espianto del suo midollo mi disse : “ TIENI DURO CHE FRA POCO TI MANDO LE PILE NUOVE “. Dopo qualche ora, arrivò il medico che teneva in una sacca il suo midollo, unica mia speranza di vita. Vivevo da qualche giorno senza il mio midollo, tenuta in vita dal sangue dei donatori.
L’infusione del prezioso liquido durò otto ore, indescrivibile l’emozione di quel momento. Mi fu somministrata morfina per sopportare i dolori provocati dalle lacerazioni della mucosa della bocca e dell’intestino e nei momenti di lucidità ero cosciente di essere in pericolo. Finchè un giorno mi venne comunicato che il midollo di mia sorella aveva attecchito e che stava producendo cellule e quindi sangue sano. Il seguito  fu molto impegnativo ma pochi giorni prima di Natale tornai a casa dopo circa sei mesi di degenza in ospedale.
La felicità di rivedere la mia casa che mi appariva la più bella del mondo, godere della mia piccola famiglia, anche se ho potuto rivedere  definitivamente solo cinque mesi dopo il trapianto e sempre protetta da mascherina, è stata immensa.
E’ stato per me un problema rientrare alla vita normale. Ricordo di aver provato disgusto la prima volta che sono  entrata in un supermercato a fare la spesa: QUANTO SUPERFLUO, QUANTE COSE CHE NON CONTANO . E ci si ritrova a fare i conti con una realtà totalmente diversa dall’essenzialità e dal  rigore a cui ti aveva abituata la vita in ospedale.
Comunque sono qui a raccontare e ora dedico parte del mio tempo al volontariato:

-PER DIMOSTRARE A CHI E’ MALATO CHE GRAZIE ALLA RICERCA SI  PUO’ GUARIRE
-PER DIRE AI GIOVANI DAI 18 AI 37 ANNI CHE C’E’ BISOGNO DI  LORO PERCHE’ ANCORA PIU’ DEL 30% DEI MALATI  DI   LEUCEMIA NON TROVA UN DONATORE COMPATIBILE E MUORE
-PER FARE IN MODO CHE I MEDICI CHE MI HANNO AIUTATA NEI  MOMENTI DIFFICILI, POSSANO LAVORARE CON TUTTE LE  APPARECCHIATURE DI CUI NECESSITANO PERCHE’ MERITANO  QUESTO ED ALTRO.
-E POI..... GRAZIE AI DONATORI DI SANGUE, GRAZIE A CHI HA  DONATO IL MIDOLLO E A CHI LO DONERA’ E GRAZIE..............AL  PADRE ETERNO. L.P.

Meeting Adolescenti 2010

Sempre coerenti con quello che è il fine principale della nostra associazione, cioè diffondere fra i giovani la cultura della donazione, siamo stati presenti il 3 ottobre al Meeting adolescenti 2010 presso il Palazzetto dello Sport a Verona. Appena arrivati siamo stati subito raggiunti da canzoni bellissime e molto ritmate che in quel momento stavano accompagnando la celebrazione della Santa Messa celebrata dal Vescovo Mons. Zenti. All'interno l'impatto visivo e' stato molto toccante . Mai visti tanti giovani tutti insieme ! Più di cinquemila, ordinati e partecipi all'evento. Molti erano lì dal giorno prima e hanno passato la notte con sacchi a pelo e mezzi di fortuna per la "veglia". I giovani provenivano da tutta la provincia ed erano accompagnati da giovani sacerdoti, da seminaristi e da animatori over venti. Ed è stato proprio a loro che noi ci siamo rivolti. I ragazzi ci hanno ascoltato con molto interesse, fra loro abbiamo incontrato, con molto piacere, alcuni che già sono potenziali donatori e che, con orgoglio , hanno esibito il loro tesserino di appartenenza all' ADMOR cercando fra i timbri la data in cui sono stati tipizzati, abbozzando un sorriso di soddisfazione che per noi è stato un monito a continuare nella nostra opera di divulgazione. Altri invece, oltre a ringraziarci per aver dato loro un' opportunità di riflessione, hanno promesso di mettere nei loro progetti anche la possibilità di diventare donatori di sangue e di midollo osseo o di cellule staminali da sangua periferico. Hanno richiesto il nostro materiale divulgativo, da distribuire ai loro ragazzi nelle varie parrocchie, ed hanno trovato interessante la nostra proposta di invitarci come testimonianze dirette a qualche incontro parrocchiale che abbia come tema la donazione, la carità, l'attenzione verso gli altri. Per noi volontari e' stata un'esperienza davvero interessante e speriamo...........proficua. L.P.

Un grazie di cuore ad Anna Chiara e Michele che nel giorno del loro matrimonio hanno voluto aiutare e publicizzare la nostra Associazione!!! A loro auguriamo buona vita insieme


Musica e teatro per aiutare l’Admor  Proposta de "L'idea del Mamo"

Il gruppo «L'idea del Mamo» in collaborazione con l'Admor e, grazie al progetto Anziani Protagonisti nel Quartiere, ha proposto, per il secondo anno consecutivo, a Montorio, due fine settimana di musica, teatro e motori. Venerdì 11 giugno nel cortile della scuola primaria «Cesare Betteloni», il Gruppo «Montorio l'è belo» ha proposto «Femo silenzio che se pròa», un insieme di canti, poesie, racconti e filastrocche del passato.
Sabato 12 giugno cinque giovani band hanno dato vita ad un Festival rock dove si sono ascoltati vari generi musicali come il rock, il pop, la musica irlandese, e altro. La settimana successiva, sabato 19, due sono stati gli appuntamenti: nella Sala polifunzionale Giovanni Paolo II, in piazza delle Penne Nere, c'è stata una mostra di modellismo storico, mentre in serata la Big Band Ritmo Sinfonica Città di Verona ha proposto un mix di assoluta qualità e spettacolarità spaziando dal jazz allo swing, dal latin-jazz al jazz-rock ed altro. Domenica 20, infine, oltre alla mostra di modellismo storico , erano esposte le auto storiche HCC e Model Verona ha eseguito prove in pista di auto radiocomandate.
Durante tutta la manifestazione abbiamo invitato i giovani presenti ad unirsi ad Admor diventando donatori di midollo osseo. Grazie al gruppo “L'idea del Mamo” che ci ha dato ancora una volta questa grande opportunità!!!

Caenldario 2010 "Una foto per la Vita" !

Il calendario di Montorio fatto dai lettori di Montorioveronese

Sabato 6 febbraio 2010 nella casa di Silvia Benedetti Rama, mamma del compianto amico Mauro, si è tenuto l’incontro tra i rappresentanti della redazione di www.montorioveronese.it e il nostro presidente, sig. Renato Toeschi, accompagnato da Grazziella e Tiziana Bazzoni.
La collaborazione con l’ADMOR è iniziata alla fine del 2008, dopo la prematura scomparsa di Mauro Rama. Da allora sono state organizzate a Montorio varie iniziative per raccogliere fondi per la nostra associazione che sta lottando tra mille difficoltà per cercare di combattere le malattie del midollo osseo e di diffonderne notizie.
Nel corso dell’incontro, al quale erano presenti anche le sorelle di Mauro, Ivana e Claudia, è stata consegnata la copia del bollettino postale attestante il versamento di euro 750,00 a favore dell’Admor, ovvero il ricavato della vendita dei calendari “2010 Montorio in un clik”. Toeschi ha pronunciato un discorso di ringraziamento e di elogio per quanto sta facendo la redazione di Montorio e la sua attivissima comunità.
Un grande risultato che onora Montorio e testimonia la grande solidarietà di cui sono capaci i suoi abitanti. s.b.

Testimonianza di vita di Valeria Favorito

Carissimi amici,
Mi chiamo Valeria, ho 21 anni, e sono iscritta all’associazione ADMOR da circa 1 anno e mezzo.
La mia esperienza iniziò nel Novembre 1999, (avevo solo 11 anni), avvertii che qualcosa nella mia vita stava cambiando.
Continuavo ad avere nausea e vomito ed ero sempre stanca. Strano per una bambina robustella e di buon appetito come me.
Cominciarono le prime frequentazioni con i medici: “E’ solo una gastrite nervosa”, disse ai genitori il medico di famiglia. Capricci da bambina si pensava.
Intanto, io non mangiavo più, e sul mio corpicino cominciavano a comparire macchie violacee. Tornai dai medici e questa volta la diagnosi fu atroce: leucemia mieloide acuta.
La mia vita subì una strana mutazione in quel periodo. Tutto quello che facevo non aveva più senso. Sentivo la vita correr via dal mio corpo e dalla mia testa. Ma non avevo paura di morire. La mia fede in Dio mi rassicurava. La presenza dei miei genitori e della mia cara nonnina mi tenevano per mano in quelle lunghe notti all’ospedale quando tutto diventa buio e la tristezza cammina per i corridoi per cercare le sue prede. Cercavo nella mia memoria momenti gioiosi per sconfiggere la solitudine…le vacanze al mare, i viaggi con la mia famiglia, i balli con la mia sorellina…tutto per cercare di farmi forza.
Cominciò così l’iter della “tipizzazione” tra i componenti della mia famiglia, ovvero gli esami che servono per stabilire se il midollo prelevato dal donatore possa essere compatibile dal punto di vista immunologico, e poi trapiantato alla persona ammalata. Un paziente su quattro riesce a trovare un donatore compatibile all’interno del proprio nucleo familiare. Il trapianto di midollo osseo diventa così più facile. Purtroppo non fu il mio caso. L’unica speranza di vita che avevo era trovare un donatore extrafamiliare.
La mia attesa durò 6 mesi, era maggio del 2000. Avevo già subìto ben 15 cicli di chemioterapia e nel mese di Maggio ci venne comunicato che avevano trovato un donatore di midollo osseo compatibile con il mio. Insieme al medico si fissò la data del trapianto: domenica 21 Maggio. Tra angosce e speranze, arrivò il 21 Maggio. Il trapianto riesce perfettamente.
Due cose, credo mi hanno salvato. La prima. La fede e l’affetto dei miei familiari e di chi mi conosceva, che non mi hanno fatto mai mancare una parola di conforto. La seconda e più importante. Il gesto amoroso di un donatore.
Io voglio ringraziare tutte le persone che decidono di fare questo gesto d’amore vero, donando sia il loro sangue, sia il loro midollo osseo.
Prima e dopo il trapianto, ho avuto bisogno di moltissime trasfusioni di sangue. Se nessuno le avesse donate, forse non sarei qui. Chi dona il sangue, regala la vita. Chi ha paura di donare il sangue e il midollo osseo, faccia un giro nei reparti di malati di leucemia.
Ci sono moltissimi bambini malati di leucemia, più di quanto uno possa immaginare, aspettano un donatore compatibile, potresti essere tu, perché togliergli la possibilità di vivere. Informati… il più bel gesto che una persona possa fare…l’indifferenza uccide!!!
Chi ha paura , immagini la morte di quei bambini. “Chi dona può farlo quando vuole, può rimandare di giorno in giorno. Chi aspetta una donazione, non può aspettare, perché il giorno dopo può esser troppo tardi”.
So che non sono la prima e non sarò l’ultima ad aver fatto questa esperienza di dolore. Ma ugualmente mi sento di parlarne e parlarne perché è l’unico modo per far conoscere le cose come stanno perché spesso ho trovato persone che avevano paura delle donazioni solo perché non conoscevano niente sull’argomento. Manca l’informazione, quella stessa informazione che potrebbe salvare vite umane.   V.F.

Admor alla Fiera di San Valentino a Bussolengo

Siamo stati presenti alla fiera di San Valentino, a Bussolengo, con un gazebo in Piazza Nuova dal 13 al 15 febbraio 2010. Abbiamo anche partecipato alle serate di spettacolo al Palatenda, per sensibilizzare giovani e adulti sull’importanza della donazione del midollo osseo. San Valentino, il patrono degli innamorati, non può non avere un’anima sociale. È per questo, ha detto l’assessore Marco Soave, che la fiera ha avuto «una forte impronta dedicata a chi soffre».  s.b.