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Di seguito le ultime attività organizzate dalla nostra associazione e altre notizie:
Anche quest’anno è
giunto a conclusione!!!!
Fine anno tempo di verifiche e bilanci per la nostra
Associazione. Desidero ringraziare il Sindaco di Verona Flavio Tosi e tutta l’Amministrazione
Comunale, le Associazioni dei Donatori di Sangue AVIS FIDAS e ASFA, i Gruppi
Alpini, l’AIDO e l’ABEO, la stampa e le TV locali e tutti i privati cittadini
che con il loro appoggio aiuto e soprattutto contributo ci hanno dato la
possibilità di realizzare i nostri importanti progetti. In fine permettetemi di
ringraziare il nostro Consiglio direttivo, accompagnato da tutti i soci
collaboratori, perché senza di loro non avremmo mai potuto ottenere i risultati
che ci eravamo posti.
Come sapete oltre alla continua e necessaria presenza per
diffondere il messaggio solidale, ci siamo impegnati consistentemente
nell’aiuto: alla Divisione di Ematologia, al Centro Trapianto Midollo Osseo, al
Servizio di Immunoematologia e Trasfusione e alla Banca del Cordone Ombelicale
funzionanti presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, abbiamo
fatto alcune somme e, negli ultimi 6 anni, il nostro aiuto finanziario e stato
di ben circa 531.000 euro.
Ecco alcune cifre in dettaglio:
Anno 2006
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro 52.000
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro 5.045
Divisione Ematologia
euro 28.487
Anno 2007
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro 60.500
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro 2.400
Centro Trapianto Midollo Osseo euro 2.700
Banca del Cordone Ombelicale euro 1.440
Anno 2008
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro
7.178
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro 2.900
Centro Trapianto Midollo Osseo euro 66.042
Anno 2009
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro
101.250
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro
16.866
Centro Trapianto Midollo Osseo
euro 624
Anno 2010
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro
105.000
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro 11.910
Anno 2011
Borse di studio (per i quattro reparti)
euro 45.000
Servizio Immunoematologia e Trasfusionale euro 16.380
Centro Trapianto Midollo Osseo
euro 5.000
Il Presidente di Admor Renato Toeschi
Responsabile della Banca del Sangue del Cordone Ombelicale AOUI Verona parlerà del
Nell’intento di propagandare la donazione solidale del cordone ombelicale, l’ADMOR Verona e l’ADOCES Veneto hanno promosso la campagna di sensibilizzazione “Vita alla Vita – Con la scuola per il dono", rivolta alla cittadinanza , con l’autorevole sostegno del Sindaco Flavio Tosi e dell’Assessore all’istruzione Alberto Benetti.
Tale iniziativa, organizzata dall’assessorato all’istruzione del Comune di Verona, vede impegnati direttamente i Dott. Giuseppe Aprili, direttore della Banca del Sangue del Cordone ombelicale e Aurora Vassanelli, responsabile della suddetta Banca, medici del servizio di immunoematologia e trasfusione dell’Azienda Ospedaliera – Universitaria integrata di Verona e si rivolge ai genitori degli alunni delle scuole materne e degli asili nido in quanto soggetti particolarmente idonei, sia per età che per situazione familiare, a recepire questo messaggio di solidarietà.
L’intervento dei medici tende a evidenziare l’importanza della donazione solidale del cordone ombelicale, chiarendo la quasi totale inutilità del suo stoccaggio in banche private, in quanto tale operazione non è corredata da esami clinici adeguati e si è rivelata pressoché in tutti i paesi europei un “business” a tutti gli effetti. Esso si propone quindi anche di mettere in guardia contro speculazioni e, in genere, contro la deriva mercantile di un dono così prezioso.
La parte “costruttiva” dell’intervento mette in luce le tantissime possibilità di impiego del sangue del cordone ombelicale per finalità terapeutiche e l’importanza per la ricerca di poter lavorare su cellule staminali giovani e non ancora differenziate al fine prioritario di garantire la salvezza a un sempre maggior numero di vite umane.
La compagnia I Dialettanti presenterà domani 10 novembre alle 21 al Camploy Regina-Strega: done catìe. Una favola? Troppo poco per questa nuova opera teatrale di Silveria Gonzato Passarelli che andrà in scena a scopo benefico a favore dell´Admor (Associazione donatori midollo osseo e ricerca). 10 euro il costo del biglietto. I protagonisti della vicenda sono impegnati in due strani processi in cui figurano come imputati due personaggi negativi della favolistica tradizionale: la regina cattiva di Biancaneve e la strega di Hansel e Gretel.
Processi fuori di ogni canone, anche se sono presenti i giudici, gli avvocati e gli imputati. La procedura si basa, infatti, sul «pressappoco» come se a stabilirla fossero dei bambini impegnati nel loro gioco preferito «facciamo finta che...». Così tutto si trasforma in favola e tutto diventa realtà. Ma uno spettatore attento non potrà non cogliere i continui rimandi al presente, perché ogni riferimento è semplicemente pensato e voluto.
Come ogni opera di Silveria Gonzato anche questa è pervasa di comicità e immediatezza. Qualità che si rafforzano attraverso l´uso del dialetto veronese che scivola, ogni tanto, in aperture goliardiche. Ma al di sopra di tutto, permane il sorriso bonario e ironico dell'autrice che «ridendo castigat mores», cioè ridendo sferza i nostri modi di fare, i nostri comportamenti.
Il 15 Ottobre 2011 ADMOR ha organizzato il CONVEGNO
La donazione del Sangue del Cordone Ombelicale: quali opportunità?
a Bussolengo, presso la Biblioteca Comunale “Luigi Motta”
Il progetto è finalizzato ad affrontare le tematiche inerenti alla donazione volontaria del Sangue del Cordone Ombelicale e la raccolta del Sangue cordonale ad uso autologo, analizzando nel dettaglio le ragioni dell’una e dell’altra opportunità: in particolare metterà in luce i diversi percorsi e le diverse motivazioni che vi stanno alla base Tale evento offrirà gli strumenti scientifici, normativi ed operativi, relativi alle caratteristiche delle madri donatrici, ai criteri di inclusione ed esclusione alla donazione, alla raccolta del sangue da cordone ombelicale, con particolare attenzione ai criteri ostetrici e neonatologici di esclusione per la raccolta stessa.
Il corso era rivolto alla figura professionale del Medico, in particolare Ginecologo, Pediatra, Medico Trasfusionista, che prestano servizio presso Strutture Ospedaliere dove è presente l’attività di donazione volontaria del Sangue Cordonale, o presso strutture Ospedaliere in cui la donazione volontaria non è ancora effettuata, o ancora che operano sul territorio, e alla figura professionale dell’Ostetrica, direttamente coinvolta nella donazione del sangue cordonale Il corso era rivolto ad operatori delle Strutture Ospedaliere e territoriali, che hanno le occasioni, l’opportunità o il compito di svolgere il counseling per la donazione volontaria del sangue cordonale o la raccolta del sangue cordonale ad uso autologo.
I medici partecipanti al Convegno saranno coloro che avranno il compito di diffondere la cultura della donazione, presso le future madri, su tutto il territorio provinciale, anche attraverso la consegna del materiale informativo prodotto da ADMOR e finanziato dal CSV.
A Verona è funzionante la Banca del sangue da Cordone Ombelicale, la raccolta del sangue cordonale è già attiva nei reparti di ostetricia dell'Ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento, dell'Ospedale Policlinico di Borgo Roma e dell'Ospedale di Legnago, durante il Convegno sarà inaugurata l'attivazione della raccolta presso l'Ospedale di Bussolengo e prevediamo di poter annunciare l'attivazione, a breve, presso l'Ospedale di San Bonifacio.
Obbiettivi importantissimi perché daranno la possibilità alle future madri, di quasi tutto il territorio della provincia di Verona, di aderire alla donazione del sangue cordonale dei loro figli. Lo sforzo della nostra Associazione perché ciò avvenga è piuttosto impegnativo in quanto, già da un anno, provvediamo ad una borsa di studio per un'ostetrica che opera presso la Banca del Cordone Ombelicale.
La donazione di midollo osseo o delle cellule staminali emopoietiche è molto importante perché può contribuire a salvare persone che soffrono per alcune malattie del sangue tra cui gravi forme di leucemia
Informazioni Segreteria ADMOR Verona
Vorrei innanzitutto ringraziare le persone che mi hanno dato questa possibilità chiedendomi di dire qualche parola sulla mia esperienza.
Il 28 febbraio 2011 sono stato sottoposto ad un espianto volontario di midollo osseo, parole da medici per indicare una donazione Per farvi capire meglio, il midollo osseo, o sangue midollare, che non deve essere confuso con il midollo spinale, è un tessuto da cui hanno origine tutte le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine Non sempre le strategie terapeutiche consentono di ottenere la guarigione dalle diverse forme di tumori del sangue.
Molto spesso quindi per un ammalato, l'ultima possibilità di salvezza è il trapianto di midollo osseo. Ad oggi, il 30 - 40% degli ammalati non trova un donatore compatibile. Secondo le statistiche solamente il 25%, uno su quattro fratelli per il quale sia indicato il trapianto di midollo osseo, può trovare all'interno della propria famiglia il donatore compatibile. (probabilità di compatibilità mediamente pari a 1 su 100.000 tra donatori non consanguinei).
Credo che a questo punto non sia tanto interessante parlare dell'aspetto pratico...i medici sono più competenti di me!
Vi dirò qualcosa su quello che si prova dopo, che é la cosa più importante, quella che vi puó far pensare di voler essere donatori! Ho visto in giro volantini e manifesti dell'associazione che riunisce i donatori; dove tra i motivi per i quali é bene donare il midollo, o comunque tra le cose che riceveremo in cambio, troviamo "la consapevolezza di aver salvato una vita" e, anche se sembra una banalità o qualcosa di ovvio, é proprio questa la cosa più importante.
Non é la giornata passata in ospedale, o il dolore dei giorni dopo dopo l'intervento che rimane impresso, ma la consapevolezza di aver salvato qualcuno Mi é stato chiesto spesso se lo stavo facendo per un parente, ed ho incontrato stupore tra la gente quando scopriva che lo stavo facendo per un anonimo che resterà tale...vi invito a riscoprire il vero significato della parola "donare". Io l'ho cercato sul dizionario: “Dare spontaneamente qualcosa a qualcuno senza compenso”. Tra i suoi sinonimi troviamo le parole offrire e regalare...sono orgoglioso e felice di aver donato una possibilità, di aver regalato una speranza a qualcuno, chiunque esso sia! La donazione anonima, silenziosa, è quella più bella!
A volte penso: " hai avuto la possibilità di farlo, potevi scegliere se farlo e l'hai fatto, e questo ti rende orgoglioso di te stesso come nessun'altra cosa, e non ti servono una targa o una medaglia sul petto per ricordartelo...la tua vita cambia perché da quel giorno in poi, hai una energia in più dentro di te, sempre accesa!
Vi invito quindi a mettervi in gioco, le emozioni che potrete provare se sarete fortunati a vivere questa esperienza vi ripagheranno di ogni sacrificio!
L'Arena Martedì 27 Settembre 2011 PRIMAPAGINA
LA GENEROSITÀ DI UNA LICEALE. Complimenti ad Elisabetta: ieri non era in classe, al liceo Fracastoro, ma oggi nessun professore le chiederà giustificazioni. Perché ha salvato una vita. A una persona (non si sa se uomo o donna, l'unico particolare trapelato è che è residente in Italia) che non conoscerà mai, che grazie al suo midollo osseo potrà sconfiggere la leucemia. È un evento raro, la compatibilità: in genere un caso ogni 100.000 donatori. A Elisabetta è andata bene al primo tentativo e con orgoglio da oggi può fregiarsi del titolo simbolico di più giovane donatrice di Verona (nella foto il Centro Trapianto di midollo di Borgo Roma).
Brava, Elisabetta. I complimenti te li meriti tutti.
Ieri non era in classe,
una quinta del liceo Fracastoro, ma questa mattina nessun professore
si sognerà di chiederle spiegazioni. Un'assenza più che
giustificata, la sua: assente perchè ha salvato una vita. A una
persona (non si sa se uomo o donna, l'unico particolare fatto
trapelare è che è residente in Italia) che non conoscerà mai, che
grazie al suo midollo osseo potrà sconfiggere la leucemia.
È un
evento raro, la compatibilità: normalmente si registra un caso ogni
100.000 donatori. A Elisabetta è andata bene al primo tentativo e
con orgoglio da oggi può fregiarsi del titolo simbolico di più
giovane donatrice di Verona.
Le scuole stavano finendo quando Elisabetta, assieme a alcuni compagni di classe e di scuola, si era recata al Centro trasfusionale al policlinico.
«Pochi giorni prima avevo spiegato agli studenti cos'è la leucemia e come funziona il trapianto», illustra Loretta Pizzini, consigliera di Admor (Associazione donatori midollo osseo) che 14 anni fa ha sconfitto la malattia grazie a un trapianto, «sottolineando in particolare l'importanza di trovare giovani disposti a fare il prelievo per la tipizzazione, un semplice e indolore esame del sangue. Il secondo passo consiste nell'inserimento dei dati relativi a quel campione di sangue nel Registro italiano donatori di midollo osseo, la banca dati a disposizione degli ospedali - non solo italiani - per la ricerca dei donatori».
Dopo la tipizzazione, se viene riscontrata compatibilità con un paziente in lista d'attesa, il donatore viene richiamato per ulteriori esami.
«Elisabetta non ha avuto esitazioni», dice la signora Loretta, «e ha quindi acconsentito al prelievo del midollo osseo».
Domenica sera alle 23, accompagnata dai genitori, Elisabetta si è presentata in reparto; ieri mattina i medici hanno effettuato il prelievo del sangue midollare (midollo osseo) dalle ossa del bacino (creste iliache), in anestesia generale e spedito il preziosissimo materiale all'ospedale che ha in cura il paziente in lista d'attesa. E mentre in una sala operatoria di chissà quale città il midollo osseo di Elisabetta veniva trapiantato al malato, la liceale tornava tranquillamente a casa, carica come una molla. «È stata un'esperienza unica», ha commentato, «che rifarei in qualunque momento, perchè lo vivo come un atto di giustizia nei confronti di chi non ha la fortuna di essere in salute». Il pensiero di Elisabetta va oltre: «Voglio comunicare la mia immensa gioia a più ragazzi possibile, sperando che facciano anche loro questa bellissima esperienza».
«Per noi è fondamentale», osserva Loretta Pizzini, «trovare nuovi potenziali donatori, perchè la leucemia è purtroppo in continua crescita».
Per effettuare la tipizzazione occorre avere età compresa tra i 18 anni e i 37 anni, peso superiore a 50 kg. Importante essere sani o comunque non affetti da malattie croniche di qualche importanza ai principali organi o apparati.
ADMOR E ABEO “Insieme per una speranza di vita”
con il patrocinio del Comune di Verona e dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona
Hanno organizzato il musical
"WEST SIDE STORY"

del Laboratorio Musical Estravagario Teatro
Regia di Alberto Bronzato
al Teatro Romano di Verona il 16 giugno
L'evento aveva lo scopo di
raccogliere fondi per il "Progetto di riqualificazione dei
donatori di midollo osseo del Registro Donatori di Verona" al
fine di velocizzare la ricerca della compatibilità per i trapianti
di midollo.
Seduti nella sala
d'attesa del reparto di medicina trasfusionale di Borgo Trento
appaiono soddisfatti e sereni della scelta appena fatta, e in nessuno
di loro vacilla il benché minimo dubbio.
Sono in tutto sei i
giovani diciottenni della quinta superiore dell'Istituto Don Bosco
che ieri mattina, aderendo all'invito dell'associazione donatori
midollo osseo e ricerca di Verona (Admor), si sono recati nella
struttura ospedaliera per entrare nelle fila dei potenziali
donatori.
«I volontari dell'Admor sono venuti a trovarci nelle
nostre classi», dice una delle ragazze che ha appena effettuato il
prelievo per la tipizzazione del sangue, «e ci siamo resi conto che
si può salvare la vita di una persona veramente con nulla». Le
possibilità di essere compatibili tra donatore e malato sono molto
poche, una su centomila.
«Per questo», dice convinta un'altra studentessa del Don Bosco, Irene Carrà, «più donatori siamo, più chi è malato moltiplica le possibilità di sopravvivere», nel pieno rispetto di chi invece non se la sente di entrare a far parte dei donatori, sapendo che un giorno, se dovesse essere selezionato perché idoneo, dovrà fare i conti con una responsabilità grande una vita umana.
I rischi per chi dona sono davvero pochi, e lo conferma la vice presidente dell'Admor, Serena Bottura che, proprio a causa della leucemia, ha perso due figlie.
«Il prelievo per chi
dona può avvenire dalle ossa del bacino, con anestesia totale, o dal
sangue periferico, come per la donazione del plasma. In questo caso
vengono prima fatte delle iniezioni di fattore di crescita, un po'
come per gli sportivi, ma solitamente il rischio si limita a qualche
doloretto e un po' di influenza, nulla di più. In ogni caso chi dona
lo può fare una sola volta nella vita».
Quella di ieri è stata
solo una prima fase. «Con il prelievo del sangue i ragazzi si sono
messi a disposizione del registro nazionale e internazionale per la
donazione del midollo», spiega il presidente dell'associazione,
Renato Toeschi. «Ora sanno che un domani non potranno rinunciare a
donare il midollo a chi è malato di leucemia o di altri tumori del
sangue, se non rischiando di portare alla morte quella stessa
persona».
Una responsabilità forte, ma di cui sempre più giovani accettano di farsi carico. «La settimana prossima verranno in ospedale una quindicina di ragazzi del Fracastoro e quest'anno hanno aderito all'iniziativa già più di 50 studenti», precisa ancora Toeschi. Un ottimo risultato, in continua crescita, anche grazie al sempre maggior impegno in tema di informazione e sensibilizzazione portato avanti dai volontari dell'Admor.
«Nel 2010 abbiamo avuto
quasi 500 nuovi iscritti tra i donatori, e quest'anno già 50 nelle
sole scuole», dice soddisfatta Bottura. «Giovedì prossimo andremo
a parlare agli studenti del Maffei e, con l'aumento del nostro numero
di volontari, tra cui sei giovani leve nel direttivo, da un paio
d'anni riusciamo a essere più costanti e incisivi nell'informazione
all'interno delle scuole».
È proprio a questi giovani infatti
che l'associazione affida la strategia del passaparola, fondamentale
per arrivare a sempre più persone e aumentare le possibilità di
salvare chi affetto da una malattia, la leucemia, in costante aumento
e sempre più difficile da superare. Mercoledì prossimo a provarci
sarà un donatore veronese che, a partire dalla mattina, all'ospedale
di Borgo Roma si sottoporrà alle procedure per la donazione delle
proprie cellule staminali nella precisa speranza di salvare una vita.

Carissimi Amici, come ogni anno abbiamo organizzato la "Campagna Colombe", cioè la distribuzione delle colombe (della Ditta Bauli) per raccogliere fondi.
Ecco i progetti che vorremmo realizzare a breve:
Il primo progetto consiste nell'acquisto, richiestoci dal Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, di un Lettore di micropiastre in assorbanza e filtri e di un lavatore di micropiastre per un costo di circa 14.000 euro
Queste apparecchiature andranno a supporto di quelle che già esistono, con lo scopo di velocizzare ulteriormente le tipizzazioni dei futuri donatori.
L'ottimizzazione del ritmo di lavoro si rende necessaria anche per la realizzazione del nostro secondo progetto che consiste nella riqualificazione di ben 600 potenziali donatori veronesi, già iscritti al registro nazionale ma con criteri ormai obsoleti, al fine di renderli, al pari degli altri, subito disponibili al controllo della compatibilità, senza dover attendere i tempi troppo lunghi di ulteriori analisi, che spesso sono fatali per l'ammalato in attesa di trapianto.
Per tale operazione, da eseguirsi diluita in tre anni (200 donatori per anno), è stata quantificata dal Responsabile del Servizio di Immunoematologia e Trasfusione di Borgo Trento, una spesa di circa 10.000 € annui.
Ovviamente continuiamo il finanziamento di 6 borse di studio a medici e biologi che operano al Centro Trapianto Midollo Osseo, alla Banca del Cordone Ombelicale e al Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per un totale di 90.000 €.
Grazie a tutti i nostri amici che hanno contribuito perché sappiamo che tante gocce formano un mare!!
Dal giornale “L'Arena” di Mercoledì 09 Marzo 2011
Un prelievo di pochi minuti e la speranza di salvare una vita. Animati da questa convinzione 18 ragazzi dei licei «Scipione Maffei» e «Don Nicola Mazza» si sono recati ieri all'ospedale di Borgo Trento per donare il sangue ed essere così tipizzati ed iscritti al registro dei donatori di midollo osseo.
I giovani
hanno risposto con entusiasmo all'appello lanciato dall'Admor Verona,
l'Associazione donatori midollo osseo e ricerca, che ha tenuto
diversi incontri nelle scuole, per far conoscere ai ragazzi
l'importanza di questo gesto di solidarietà.
«Oggi nel mondo
quasi il 40 per cento di malati di leucemia non ha un donatore
compatibile», spiega Serena Bottura, vicepresidente dell'Admor, «in
genere si tratta di un fratello, ma con le famiglie sempre più
ridotte nel loro numero di componenti, spesso non si riesce a trovare
un donatore. Per questo ci si rivolge al registro internazionale, nel
quale sono tipizzati, ovvero classificati, i tipi di midollo dei vari
donatori. Un gesto semplice, che può davvero salvare la vita a
qualcuno».
I ragazzi si sono ieri sottoposti solo ad un prelievo
del sangue, se poi in futuro un malato, in qualsiasi parte del mondo,
dovesse risultare compatibile, verrebbero chiamati al prelievo di
midollo e cellule staminali vero e proprio.
«Per questo è una decisione da prendere consapevolmente», afferma il dottor Giuseppe Aprili, direttore del dipartimento di immunoematologia e trasfusione, «si tratta comunque di una procedura medica, seppur assolutamente non pericolosa per i donatori, ma cosa più importante è un atto dei generosità fondamentale. La scienza medica non può prescindere dalle donazioni e che siano dei giovani ad aver raccolto l'appello è davvero motivo di speranza».
Il registro internazionale donatori conta 10 milioni di persone, di cui 350mila in Italia e 70 mila nel registro veronese, cui fa capo tutto il Veneto, il Trentino e l'Alto Adige. A Verona ha sede infatti il centro espianti regionale, che in circa vent'anni di attività ha effettuato quasi 600 trapianti, su pazienti provenienti da tutto il mondo. «Il più lontano è arrivato dal Sudafrica», conferma il dottor Aprili.
I ragazzi si sono offerti con grande partecipazione e, tolta un'iniziale diffidenza per gli aghi delle siringhe, si sono sottoposti al prelievo. «L'Admor ha tenuto un incontro a scuola», racconta Chiara Nobis, che frequenta l'ultimo anno di liceo classico al "Don Mazza", «ci hanno raccontato storie molto toccanti e mi sono sentita in dovere di fare qualcosa per i pazienti affetti da leucemia. A me non costa nulla e potrei salvare una vita. Se fossi io ad essere malata, mi piacerebbe che qualcuno lo facesse per me».
Nessuna paura per l'ipotetica futura donazione di midollo osseo. «Si fa in anestesia, non si prova eccessivo dolore. In verità, mi fa più paura il prelievo del sangue», conclude Chiara con un sorriso.
«La maggior
parte delle persone non conosce il problema», spiega Renato Toeschi,
presidente dell'Admor, «per questo siamo così impegnati nella
sensibilizzazione. Il Veneto rappresenta certamente una realtà
positiva, ma non si fa mai abbastanza. La donazione è un gesto di
altruismo che per qualcuno può fare la differenza tra la vita e la
morte».
L'Admor sarà in piazza Bra il 2 e 3 aprile con la
tradizionale vendita delle colombe, i classici dolci pasquali. I
fondi raccolti andranno a finanziare l'attività di volontariato.
«Vogliamo far ritipizzare il nostro registro donatori, che deve
essere aggiornato, per poter essere utilizzato a livello mondiale»,
conclude Toeschi, «il costo dell'operazione è molto alto, per
questo chiediamo l'aiuto di tutti, facendo appello al senso civico e
di solidarietà».
ESPERIENZA DI UNA STUDENTESSA
Mi chiamo Valeria, ho 18 anni e mi faccio portavoce di un gruppetto di
ragazzi del Liceo Classico e Scientifico “Don Nicola Mazza”
per raccontare la nostra esperienza. Tutto è cominciato la
scorsa primavera con un incontro per i giovani della mia parrocchia,
durante il quale ho ascoltato la testimonianza di Loretta, salvatasi
dalla leucemia grazie a un trapianto di midollo osseo.
Le sue parole mi hanno spinta a prendere due decisioni: iscrivermi al
Registro Donatori Midollo Osseo (e all’ ADMOR) e fare in modo che
anche i miei compagni di scuola potessero vivere un’esperienza
così preziosa. Abbiamo così organizzato una conferenza
sull’argomento nel nostro istituto, al termine della quale una
dozzina dei miei compagni ha deciso di condividere la mia scelta di
entrare a far parte del registro dei potenziali donatori. Abbiamo
quindi organizzato per il giorno 8 Marzo una “tipizzazione di
massa” presso l’ospedale di Borgo Trento.
Entrando nel reparto di immunoematologia ci siamo immersi in
un’atmosfera di allegra confusione: da ogni parte ci arrivavano
occhiate curiose dai donatori di sangue, sorrisi e congratulazioni da
parte dei medici, mani da stringere di direttori e primari, moduli da
compilare, il tutto tra gli scatti dei fotografi, le telecamere e i
microfoni dei giornalisti chiamati dall’ADMOR per dare una
piccola risonanza “mediatica” all’evento. Nella sala
dei prelievi abbiamo poi sperimentato che l’unione non solo fa la
forza ma aiuta anche ad affrontare con compattezza e ironia anche la
naturale avversione per tutto ciò che riguarda aghi, sangue,
cotone, disinfettante e lacci emostatici: nel momento della
“prova” può infatti tornare utile avere vicino un
amico con cui parlare di stupidaggini e a cui stritolare la mano. Pochi
minuti ed il gioco è fatto. Ci siamo poi rifocillati con
biscotti e brindisi a base di tè.
Ora siamo iscritti al registro. È un gesto semplice, che
potrebbe però permettere, con solo qualche minimo disagio, di
restituire speranza e vita a chi non ne ha più. Non si tratta di
una scelta straordinaria: non siamo alieni, né eroi, né
santi. Siamo ragazzi e, come tutti i ragazzi, abbiamo molte cose a cui
pensare: la scuola (e la maturità che si avvicina…), la
patente, gli amici. Stiamo attraversando l’età in cui si
gusta tutta la pienezza e il colore della vita, le speranze e i sogni
per il futuro. Un’ età in cui spesso non si ha tempo o
voglia di ricordarsi di chi non vede che pareti di ospedale.
Noi siamo stati aiutati e guidati nell’ immaginazione da chi ha
vissuto sulla propria pelle il dramma della leucemia e abbiamo avuto un
medico a nostra disposizione per rispondere a tutti i nostri
dubbi. Sarebbe bello che anche altri ragazzi conoscessero questa
realtà e scegliessero anche loro di rendersi disponibili.
Vorrei che ciascuno dei nostri coetanei avesse la possibilità di
chiedersi cosa farebbe se venisse a sapere che la vita di una
persona dipende da una decisione che nessun altro al mondo
può prendere al posto suo.
CALENDARIO 2011: Grazie da ADMOR all’Associazione montorioveronese.it
Sabato 26 febbraio a casa di Silvia Benedetti Rama si è tenuto un piccolo simposio per ufficializzare la consegna, a titolo di donazione, di ben 1.200 euro a favore della nostra Associazione.
La notevole cifra donata rappresenta il ricavo della distribuzione delle numerose copie del calendario 2011 intitolato “Montorio per tutte le stagioni” e ha dimostrato ancora una volta quanto Montorio ed i suoi abitanti siano sensibili ad iniziative di questo genere.
A casa di Silvia erano presenti Renato Toeschi, Giovanni Cacciatori e Tiziana Bazzoni, rispettivamente presidente, vicepresidente e tesoriere dell’ADMOR di Verona, Roberto Rubele, Gabriele Alloro e Franco Anderloni, in rappresentanza dell’associazione montorioveronese.it, oltre a Ivana e Claudia Rama, sorelle di Mauro Rama.
Nel corso dell’incontro il presidente Renato Toeschi ha illustrato quanto l’ADMOR è riuscita a fare durante il 2010, anno molto importante anche a livello d’immagine, coronato con l’acquisto e la consegna al reparto di ematologia dell’ospedale maggiore di Borgo Trento di un refrigeratore medicale per i campioni delle tipizzazioni (costato 2700 euro raccolti e donati da vari gruppi degli “Amici di Mauro”); la cerimonia di consegna è avvenuta qualche settimana fa alla presenza di giornalisti e di una troupe del TG di Telenuovo. Ma molto resta da fare, ha sottolineato Giovanni Cacciatori, anche se grazie all’ADMOR all’interno dell’ospedale maggiore possono essere ora tipizzate una quarantina di persone alla settimana, contro le sette di qualche anno fa.
Quest’anno,
in particolare, l’ADMOR sta raccogliendo fondi per l’acquisto di
un nuovo macchinario da laboratorio per la lavorazione dei campioni
del valore di oltre 12.000 euro (cifra che l’Azienda Ospedaliera
non ha in programma di stanziare), e sta inoltre pensando
all’istituzione di una borsa di studio da assegnare ad un giovane
medico che lavorerà con questa nuova macchina.
L’ADMOR si è
infine complimentata con l'Associazione montorioveronese.it
ringraziando ed elogiando la sensibilità del popolo montoriese.
P.S.: alcune copie del calendario sono state consegnate in tutte le scuole del paese sia per far conoscere l’ADMOR sia per sensibilizzare le giovani generazioni a conoscere e rispettare il territorio di Montorio.
Dal giornale “L'Arena” di Lunedì 21 Febbraio 2011
È volato in Germania,
per ridare speranza a una vita che si stava spezzando, il midollo
osseo di Antonella R., una giovane donna di Vestenanova che proprio
il giorno di San Valentino, con un gesto d'amore esemplare, ha
acconsentito senza esitare alla donazione. Un' aspirazione lunga 15
anni (da tanto è iscritta all'Admor oltre che all'Avis), quella di
Antonella, che sentiva di poter donare un po' di se stessa a
qualcuno, non importa a chi. E finalmente ora, a 36 anni, il suo
sogno si è concretizzato, alimentando insieme un altro sogno, quello
di una donna di 45 anni affetta da leucemia.
Così il 14 e il 15
febbraio Antonella ha trascorso dieci ore su un letto del policlinico
di Borgo Roma per donare quella quantità di cellule staminali
necessarie per salvare la vita alla donna d'oltralpe, la cui
compatibilità era stata individuata nel mese di dicembre.
Subito si era messa in moto la straordinaria macchina clinica e burocratica, che non ha confini, prevista dalle normative vigenti per garantire la riuscita dell'intervento.
«I timori non sono
mancati, soprattutto nei giorni che hanno preceduto l'evento, quando
ho iniziato il trattamento farmacologico per via sotto cutanea»,
confessa la donatrice. «Ma non ho avuto alcuna esitazione, perché
aspettavo da tempo questo momento ed è una gioia indescrivibile
quella che provo ora. Le modalità assomigliano molto ad una
donazione di plasma», rassicura Antonella, «ma in questo caso
vengono raccolte cellule staminali emopoietiche periferiche, che si
trovano nel sangue circolante anche grazie ai farmaci che, come
dicevo, avevo assunto la settimana scorsa».
Un'esperienza
straordinaria quella della donazione di midollo, di grande valore
etico e motivo di orgoglio per le associazioni di donatori. E
Antonella è la terza donatrice di midollo osseo di Vestenanova:
prima di lei un'altra donna e un uomo. Ma è anche una dei 491
donatori dell'Avis comunale San Giovanni Ilarione-Vestenanova. Un
gruppo che sta andando fortissimo, con adesioni che hanno registrato
un incremento del dieci per cento nel corso del 2010, con ben 73
nuovi donatori, e un aumento delle donazioni pari all'8,8 per cento.
Grande soddisfazione
dunque all'annuale assemblea dei soci, alla quale era presente
Giulietto Perazzani, vicepresidente dell'Avis provinciale: nel corso
dell'assemblea c'è stato l'accorato appello dei dirigenti ai
donatori con meno di 35 anni a farsi tipizzare proprio per la
donazione del midollo osseo, perché se c'è compatibilità, con
questa scelta si può salvare la vita a chi è colpito da leucemia.
«Abbiamo seminato bene, ma soprattutto su un terreno fertile, quale
è il nostro territorio», ha dichiarato Luigi Pandolfo, presidente
Avis. «Il crescente numero di donatori, e dunque di donazioni, se da
un lato ci gratifica, dall'altro ci impone di continuare in questa
costante attività di promozione. Non dobbiamo abbassare la guardia,
perché il consumo di emoderivati cresce, soprattutto per la terapia
di supporto agli ammalati di tumore e agli ammalati cronici».
Proprio
in occasione dell'Anno europeo del volontariato che si celebra nel
2011, gli avisini dell'alta Val d'Alpone ripartono con una serata
musicale, in programma il 12 marzo, dedicata a raccogliere fondi per
Telethon, la fondazione che si occupa di ricerca e cura delle
malattie genetiche. E poi un fitto programma di presenze nelle
scuole, sulle piazze, alle manifestazioni, con iniziative di
propaganda e di passaparola fra i giovani che rispondono in modo
assolutamente lusinghiero a questa forma di solidarietà sociale, che
è la missione dell'Avis
Cari soci, sostenitori e amici,
vogliamo fare un bilancio del lavoro che la nostra associazione a svolto nel 2010:
- a gennaio abbiamo iniziato il “Progetto Trasfusionale”, alcuni di noi volontari si sono recati settimanalmente presso i Centri Trasfusionali di Borgo Trento a Verona e di San Bonifacio, per sensibilizzare i donatori di sangue: abbiamo portato a casa parecchi donatori!!! Grazie ai donatori di sangue sempre sensibili alle tematiche della donazione!!
- sono continuate, come ogni anno, le conferenze informative presso le Scuole Superiori di Verona e Provincia, speriamo che molti ragazzi abbiano percepito l'importanza della donazione e che alla maggiore età diventino donatori. Speriamo inoltre che abbiano capito che non siamo soli ma siamo parte di un tutto e che donare può significare anche: domani poter ricevere!
- stiamo attualmente finanziando, grazie alla distribuzione delle Colombe Pasquali e alle donazioni dei nostri sostenitori, sei borse di studio per il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per il Centro Trapianto Midollo Osseo e per la Banca del cordone ombelicale di Verona;
- abbiamo iniziato il “Progetto di Revisione dei Donatori” iscritti all'associazione, al fine di trasferire i dati anagrafici aggiornati al Registro Nazionale Donatori per agevolare e sveltire le ricerche nel caso di richiesta da parte di un Centro Trapianti. Per un ammalato è importantissima la velocità nella ricerca del donatore compatibile. Per questo progetto, alcuni di voi, riceveranno una nostra telefonata a casa per avere i vostri esatti dati anagrafici, indirizzo e-mail compreso (ci stiamo organizzando per inviare il nostro notiziario per via telematica). Coloro che hanno cambiato indirizzo e/o numero di telefono o di posta elettronica, potranno agevolare il nostro lavoro chiamando direttamente la sede per aggiornare i dati. Grazie infinite per la collaborazione. s.b.
L'Arena di Venerdì 24 Dicembre 2010
Capelli
rosso-bruno, viso acqua e sapone. Lisa Peroni, 26 anni, igienista,
specializzata in analisi di microbiologia sugli alimenti, non dà
certo l'idea di aver convissuto, sette anni fa, con il cancro. La
giovane donna, che da poco si è trasferita a Vigasio, ricorda, come
se fosse stato ieri, quella terribile estate quando, a vent'anni,
subito dopo aver sostenuto l'esame di maturità, i medici le
diagnosticarono una leucemia promielocitica acuta. Dopo dolorosi
cicli di chemioterapie, il suo corpo sconfisse la malattia, senza
bisogno di ricorrere a un trapianto di midollo osseo, necessario
quando il tumore è in fase avanzata. Da allora Lisa è impegnata
nella sensibilizzazione delle persone, e nella ricerca di nuovi
sostenitori. È consigliere provinciale dell'Admor, l'associazione
dei donatori di midollo osseo e ricerca. Ha girato diverse scuole
superiori, raccontando la sua storia. Ora, che lavora in un
laboratorio a Verona, tempo per andare negli istituti non ne ha più
molto, ma non si tira indietro quando deve incontrare le associazioni
di volontariato di tutta la provincia.
«Avevo appena affrontato
l'esame di maturità», racconta, «e avevo un'infezione a un dente.
Prendevo antibiotici, ma non guarivo. Ero pallida, piena di emorragie
e lividi: il mio corpo era rimasto senza difese. Dalle analisi emerse
che l'80 per cento del sangue era malato».
La prova più dura, per la giovane, iniziò con il ricovero. «Familiari e amici mi sostenevano», sottolinea, «tuttavia qualche amico l'ho perso: perché aveva paura o, più semplicemente, non poteva vedermi in quelle condizioni». E aggiunge: «Quello che più mi sconvolgeva era osservare che, fuori dal reparto e dall'ospedale, il mondo andava avanti lo stesso. Nessuno sembrava accorgersi che lì dentro c'erano persone che morivano. Era una realtà a parte. È questo che incide negativamente sulle donazioni di midollo osseo e di sangue». La malattia, finalmente, si arrestò. «Come per tutti i tumori, nei primi cinque anni si può avere una ricaduta», spiega, «in seguito, le probabilità sono le stesse di qualunque altra persona. Sono trascorsi sette anni e non ho avuto nessun segno negativo». Il dovere di far conoscere i problemi legati a questa malattia, per Lisa Peroni, è scaturito dai rapporti di amicizia e di sostegno intrecciati con i pazienti del reparto ematologia. «Tre giorni dopo il mio ricovero», prosegue, «arrivò Vincenzo, un ragazzo che aveva due anni meno di me. Averlo conosciuto per me è stato importante. Trovò un donatore per il trapianto. Tre anni dopo l'operazione, tuttavia, ebbe una ricaduta e, dopo un anno, morì. Soffrii tantissimo. A me è andata bene, ma non vorrei che ci fossero più casi come quello di Vincenzo. Tra tutte le persone che erano ricoverate con me, nessuna è rimasta in vita. Se sono qui, è perché il mio compito è di informare e sensibilizzare gli altri».
Un'intervista a Lisa Peroni è comparsa sul settimanale «Donna moderna» del 15 dicembre scorso. «Avevo scritto alla testata», prosegue, «per rispondere allo psichiatra Raffaele Morelli, che in un articolo aveva giustificato il rifiuto di una signora a donare il midollo osseo per la sorella malata. Non può passare un messaggio del genere, poiché c'è ancora troppa ignoranza sulle donazioni di midollo osseo. Un esempio? Molti lo confondono con il midollo spinale». Dopo aver letto, sullo stesso settimanale, la storia di Giovanni di Vicenza, studente universitario malato di leucemia, Peroni non ha esitato un attimo e lo ha contattato via e-mail. «È un giovane laureando di filosofia», puntualizza, «ed è impegnato nella ricerca di un donatore per poter guarire». Quindi conclude: «Donare non è affatto pericoloso. Dopo un'analisi del sangue si viene inseriti in una banca dati mondiale. Si viene chiamati solo se c'è compatibilità con qualche paziente. Ci si può iscrivere dai 18 ai 37 anni. Tra consanguinei la compatibilità è in un caso ogni quattro, tra estranei è di uno a 100 mila. Da qualche anno, inoltre, si può scegliere di donare il sangue periferico, anziché il midollo. Anche Fabrizio Frizzi ha donato il midollo. Lo ha fatto per una ragazza di Verona che, con me, è consigliere Admor».
Da Avvenire del 23/12/2010, un articolo di Graziella Melina
È online la banca dati sulla donazione del sangue «salvato» dal cordone ombelicale
Il sangue cordonale raccolto fino al 30 giugno dalle 18 banche operative in 11 Regioni è in 30.512 campioni. Le unità di ostetricia che hanno permesso di raggiungere questi risultati sono 305. Dal 1990, data d’inizio attività della prima «banca del cordone », le donazioni solidaristiche sono state 110.576. Sono solo alcune delle informazioni nel nuovo sito dedicato alla donazione del sangue cordonale: www.adoces.it/donazione-sangue-cordone/. Messo a punto dalla Federazione italiana Adoces (Associazione donatori cellule staminali), grazie ai contributi di Gitmo (Gruppo italiano trapianti midollo osseo), Simti (Società italiana medicina trasfusionale e immunoematologia), Cns (Centro nazionale sangue) e Cnt (Centro nazionale trapianti), oltre ai dati aggiornati di donazioni e trapianti effettuati grazie alle donazioni, il sito fornisce informazioni pratiche per i genitori che ne vogliano sapere di più: dalle modalità di donazione all’elenco delle banche pubbliche dove si effettua la raccolta, alle possibilità terapeutiche delle cellule staminali.
Successo della nostra postazione a Job & Orienta 2010
Appuntamento dal 25 al 27 novembre 2010 alla Fiera di Verona con JOB&Orienta, la più importante mostra-convegno dedicata a orientamento, scuola, formazione e lavoro che si tiene alla Fiera di Verona. Admor ha partecipato, come ogni anno, assieme ad AVIS e FIDAS per sensibilizzare alla cultura della donazione. Molti sono stati gli studenti interessati che si sono rivolti alla nostra postazione per ricevere informazioni e chiarimenti riguardo la donazione.
DONAZIONI E TRAPIANTI DI CELLULE STAMINALI EMOPOIETICHE, OGGI
20 novembre 2010
Centro Culturale G. Marani Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata
Aula Incontri Via C. De Lellis, 4 – Verona
Incontro tra il mondo medico scientifico e professionale, dell’informazione e del volontariato per affrontare da più punti la tematica delle donazioni e dei trapianti, per far emergere criticità e cercare soluzioni comuni.
Invecchiamento dei donatori di midollo osseo e informazioni carenti e fuorvianti per le future madri, potenziali donatrici del sangue del cordone ombelicale: questi gli scogli da superare oggi, ai donatori non familiari si ricorre in più del 50% dei trapianti. Sono emersi il 20 novembre durante la Tavola rotonda organizzata al centro culturale G. Marani di Verona da Federazione Italiana ADoCeS e Admor Verona.
Il sindaco di Verona Flavio Tosi: “La cultura del dono in Veneto e a Verona è da sempre fiore all’occhiello”.
Certamente può e deve crescere, ma in Veneto la cultura del dono è ben radicata, tanto che la regione risulta la seconda in Italia – dopo la Sardegna - per quanto riguarda la donazione di midollo osseo: nel 2009, infatti, in base ai dati forniti dal GITMO (Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo) tra tutte si è aggiudicata la medaglia d'argento per il numero di nuovi iscritti (+506) e, in generale, per il buon numero di donatori potenziali, 49.422. Un dato positivo in un panorama che, tuttavia non è così promettente: a livello nazionale si è avuto un leggero aumento di donazioni (+ 1.214 nel 2009 – 329.737 donatori totali - rispetto al 2008 – 328.523 donatori totali), ma ci si trova oggi a fare i conti con l'invecchiamento dei donatori, che a 55 escono dal Registro Italiano Donatori Midollo Osseo – IBMDR, - al quale appartengono i donatori dell’80% delle sacche utilizzate per i trapianti - non supportati da un idoneo ricambio generazionale (l’età media è di 35 anni, nel 2014 si stima l’uscita dal registro di oltre 9 mila donatori). Non solo, come ha sottolineato il presidente della Federazione Ilaliana ADoCeS, Licinio Contu, durante la tavola rotonda organizzata assieme ad Admor Verona, un’altra difficoltà è la reperibilità dei donatori: circa il 15% degli iscritti al registro nazionale non risulta reperibile. Anche per la donazione di sangue cordonale il Veneto gioca un ruolo da titolare: nella regione vi sono ben tre banche del sangue cordonale (numero che nel resto d'Italia si raggiunge solo nel Lazio), a Verona (istituita nel 2010, ha raccolto nei primi dieci mesi circa 1200 richieste di donazione, che si sono concretizzate in 120 unità bancate, tenuto conto che una percentuale di madri al momento del parto può non risultare idonea alla donazione e che una percentuale di donazioni non può essere bancata perché non soddisfa i criteri di selezione stabiliti a livello nazionale), Padova e Treviso, e delle 30.512 unità di sangue cordonale idonee per il trapianto ematopoietico (al 30 giugno del 2010 – dati Centro Nazionale Sangue) unità conservate nelle 18 biobanche italiane ne proviene dal Veneto oltre il 10% (2.230, dati 2009 IBMDR).
Sono questi i dati che hanno costituito la base di partenza della tavola rotonda “Donazioni e trapianti di cellule staminali emopoietiche oggi”, patrocinata da Regione Veneto, GITMO – Gruppo Italiano Trapianto Midollo Osseo - e SIMTI – Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia – e con la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato di Verona e del Coordinamento “Volontarinsieme” di Treviso, e del MO.VI Movimento del Volontariato Italiano, che ha voluto mettere in relazione il concetto di donazione di cellule staminali (contenute sia nel midollo osseo che nel sangue cordonale) e informazione, avviando un confronto tra i maggiori esponenti a livello nazionale del mondo medico-scientifico, del mondo politico e del mondo della comunicazione.
Il buon posizionamento del Veneto sicuramente si può spiegare con il forte radicamento che il volontariato registra nel Nordest ma molto conta anche con il fatto che nella regione vi è stata un'azione informativa più forte rispetto ad altre zone d'Italia: per quanto riguarda la donazione del sangue cordonale, ad esempio, la campagna di informazione promossa da Federazione Italiana ADoCeS e divenuta a luglio 2009 nazionale (con presentazione a Palazzo Montecitorio - Roma), è partita in via sperimentale in Veneto a inizio 2009. Non solo, dai dati relativi alle richieste di counselling per conservare in banche private estere il proprio sangue cordonale per uso autologo (scelta che attualmente non è supportata né da dati di avvenuto utilizzo - nessuna di queste sacche, oggi si stima siano circa 45.000, è mai stata utilizzata per un trapianto – né da alcuna evidenza scientifica) risulta che nelle regioni in cui l'informazione sul tema è più massiccia meno future madri scelgono questa via.
La Federazione, inoltre, sta predisponendo un sito internet interamente dedicato alla donazione del sangue cordonale e il prossimo marzo il Comitato italo – francese nato lo scorso giugno e costituito da esperti ematologi dei due paesi europei e da rappresentanti del volontariato tra i quali la Federazione Italiana ADoCeS e il MO.VI, saranno ricevuti in audizione privata dalla Commissione Sanità del Parlamento Europeo per trattare i problemi relativi alla donazione e all'utilizzo del sangue cordonale in Europa.
Per quanto riguarda la donazione di midollo osseo, invece, le associazioni aderenti alla Federazione Italiana ADoCeS, stanno portando avanti attualmente numerosi progetti: in Sardegna, regione più virtuosa d'Italia per il rapporto numero di abitanti e numero di donatori (nel 2009 ha registrato 184 nuovi donatori, passando dai 20.882 del 2008 a 21.066), ADMO Sardegna ha siglato un accordo con le Forze Armate per promuovere la donazione nelle caserme e alla quale hanno aderito oltre un centinaio di giovani che si sono iscritti al Registro Sardo , in Basilicata, in Campania e in Piemonte si stanno organizzando incontri negli istituti scolastici e in Veneto si passa dal progetto di coinvolgimento dei farmacisti dell'Associazione Danilo Ruzza di Rovigo, ad ADMOR Treviso che sta sostenendo il finanziamento di un progetto di ricerca di durata biennale “Revisione critica del sistema HLA del reservoir di donatori adulti: concrete prospettive in ambito trapiantologico e che sta conducendo un’indagine sui settemila soci donatori iscritti dal 1990. Admor Verona sta attualmente finanziando sei borse di studio per il Servizio di Immunoematologia e Trasfusione, per il Centro Trapianto midollo osseo e per la Banca del cordone di Verona, continua, come ogni anno, il Progetto Scuole per sensibilizzare gli studenti del 4° e 5° anno delle superiori, ha attivato il Progetto Donatori di Sangue per “reclutare” donatori presso i Centri Trasfusionali e ha iniziato il Progetto di revisione di tutti i dati anagrafici (e-mail comprese) dei Donatori veronesi iscritti all'associazione, al fine di trasferire i dati aggiornati al Registro Donatori.
Azioni tutte prioritarie, per vedere crescere i dati relativi ai trapianti nel 2009: 489 sono stati i donatori veneti compatibili e che hanno proceduto alla donazione, 11 sono stati i trapianti effettuati presso il Centro Trapianti di Padova da donazione solidale (midollo / sangue cordonale) e 18 quelli eseguiti presso il Centro Donatori di Verona da donazione di midollo osseo.
Licinio Contu, trait d’union tra il mondo del volontariato (in quanto presidente di Federazione nazionale ADoCeS) e il mondo medico – scientifico (è un genetista di fama internazionale) ha lanciato un appello forte a cittadini e istituzioni: “I cittadini si adoperino affinché le associazioni di volontariato possano lavorare meglio, e le istituzioni si diano da fare per far sì che i centri trapianto di riferimento si occupino maggiormente del reperimento di donatori, senza contare esclusivamente sull’azione del volontariato”.
A rappresentanza delle istituzioni a cui l’appello è rivolto, è intervenuta Luciana Pedoto, deputato del PD appartenente alla XII Commissione Affari Sociali. Il momento di confronto tra politica e mondo medico scientifico è stato particolarmente vivace: alla proposta di legge delineata da Pedoto, che prevede di consentire le conservazioni private anche in Italia sia in banche pubbliche (a pagamento) sia in banche private, accanto alle donazioni solidaristiche, ha risposto Fabio Gava, deputato PDL da sempre vicino alla Federazione, che ha sottolineato il nodo della questione. Gava ha invitato la comunità scientifica ad affermare con fermezza l’utilità o meno delle conservazioni private per il proprio figlio e Contu, supportato da Alberto Bosi, presidente del GITMO e Giuseppe Aprili (SIMTI) hanno ribadito la convinzione che solo la donazione solidaristica sia utile: “Non vi è nessuna ragione scientifica per cui si possa ritenere utile la conservazione autologa per uso preventivo”, ha dichiarato Contu, ed ha puntualizzato Bosi “Non sacrifichiamo la necessità attuale per un’utopia futura” e ancora Giuseppe Aprili: “Se il bambino si ammala, ha bisogno di cellule staminali di un altro bambino sano, non delle proprie”. Infatti delle circa 45.000 le unità di sangue cordonale raccolte a scopo privato in banche estere, mai una sacca è stata utilizzata per eseguire un trapianto.
Ciò che è emerso con preponderanza durante la tavola rotonda, infine, è l'importanza di avere più donazioni di cellule staminali emopoietiche (da donatore di midollo osseo o cellule staminali d sangue periferico e dal sangue del cordone ombelicale) per incrementare il numero esistente: ogni anno infatti sono più di 500 pazienti italiani che necessitano di una donazione compatibile per poter accedere al trapianto. E per raggiungere questo obiettivo primario è necessaria una maggiore efficacia dell'attività di informazione e di promozione da parte delle associazioni di volontariato, degli operatori sanitari e delle istituzioni, rivolgendosi soprattutto ad un target giovane, che possa portare un incremento significativo delle donazioni sia di midollo osseo sia di sangue cordonale, in modo più spiccato nelle regioni del Centro Sud, al fine di poter offrire ai malati una concreta possibilità di accesso al trapianto.
E' strategica inoltre una migliore organizzazione e un potenziamento sia dei registri regionali dei donatori di midollo osseo sia della rete delle biobanche del sangue cordonale e delle unità di ostetricia, sedi di raccolta del sangue cordonale.
E, accanto al mondo del volontariato, che chiede più attenzione a cittadini e istituzioni, anche il mondo professionale sanitario ha avanzato delle richieste precise: prioritario avere nuovi soggetti pronti e rapidamente disponibili per il trapianto e disporre di unità di sangue cordonale di alta qualità nelle banche di conservazione.
Sempre coerenti con quello che è il fine principale della nostra associazione, cioè diffondere fra i giovani la cultura della donazione, siamo stati presenti il 3 ottobre al Meeting adolescenti 2010 presso il Palazzetto dello Sport a Verona. Appena arrivati siamo stati subito raggiunti da canzoni bellissime e molto ritmate che in quel momento stavano accompagnando la celebrazione della Santa Messa celebrata dal Vescovo Mons. Zenti. All'interno l'impatto visivo e' stato molto toccante . Mai visti tanti giovani tutti insieme ! Più di cinquemila, ordinati e partecipi all'evento. Molti erano lì dal giorno prima e hanno passato la notte con sacchi a pelo e mezzi di fortuna per la "veglia". I giovani provenivano da tutta la provincia ed erano accompagnati da giovani sacerdoti, da seminaristi e da animatori over venti. Ed è stato proprio a loro che noi ci siamo rivolti. I ragazzi ci hanno ascoltato con molto interesse, fra loro abbiamo incontrato, con molto piacere, alcuni che già sono potenziali donatori e che, con orgoglio , hanno esibito il loro tesserino di appartenenza all' ADMOR cercando fra i timbri la data in cui sono stati tipizzati, abbozzando un sorriso di soddisfazione che per noi è stato un monito a continuare nella nostra opera di divulgazione. Altri invece, oltre a ringraziarci per aver dato loro un' opportunità di riflessione, hanno promesso di mettere nei loro progetti anche la possibilità di diventare donatori di sangue e di midollo osseo o di cellule staminali da sangua periferico. Hanno richiesto il nostro materiale divulgativo, da distribuire ai loro ragazzi nelle varie parrocchie, ed hanno trovato interessante la nostra proposta di invitarci come testimonianze dirette a qualche incontro parrocchiale che abbia come tema la donazione, la carità, l'attenzione verso gli altri. Per noi volontari e' stata un'esperienza davvero interessante e speriamo...........proficua. L.P.
Un grazie di cuore ad Anna Chiara e Michele che nel giorno del loro matrimonio hanno voluto aiutare e publicizzare la nostra Associazione!!! A loro auguriamo buona vita insieme
Il calendario di Montorio fatto dai lettori di Montorioveronese
Siamo stati presenti alla fiera di San Valentino, a Bussolengo, con un gazebo in Piazza Nuova dal 13 al 15 febbraio 2010. Abbiamo anche partecipato alle serate di spettacolo al Palatenda, per sensibilizzare giovani e adulti sull’importanza della donazione del midollo osseo. San Valentino, il patrono degli innamorati, non può non avere un’anima sociale. È per questo, ha detto l’assessore Marco Soave, che la fiera ha avuto «una forte impronta dedicata a chi soffre». s.b.